Il Tirreno

L’AFFARE 

Il Bargello si allarga...in chiesa La parrocchia diventa museo

G.R.

Acquistata S. Procolo, risalente all’undicesimo secolo, per un milione di euro: è stata restaurata nel 2005 ed oggi potrà ospitare diverse opere

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FIRENZE.E' una bella notizia quella che riguarda il Museo del Bargello. Che finalmente potrà disporre di uno spazio in più (e che spazio!) per meglio far ruotare le opere del suo straordinario patrimonio artistico (attualmente delle oltre 40 mila solo 7 mila sono puntualmente visibili) e degnamente allestire le eccellenti mostre temporanee, a volte penalizzate da location non sempre adeguate all'interno del Bargello stesso. Per una di quelle fortunate circostanze che ogni tanto si concretizzano in buone pratiche amministrative, il Bargello acquisisce su proposta della Soprintendenza fiorentina, la chiesa di San Procolo, storica parrocchia della Firenze medievale, da tempo chiuso e inaccessibile, praticamente sconosciuto agli stessi fiorentini.

Costo dell'operazione di passaggio al demanio, una somma di poco superiore al milione di euro. L’edificio, situato all’incrocio tra via dei Giraldi e via de’ Pandolfini, nelle immediate adiacenze del Bargello e della Badia Fiorentina, ha avuto una storia secolare, conoscendo nel corso dei secoli diverse trasformazioni. La chiesa, nota già dall’undicesimo secolo, dove fu celebrato il matrimonio fra Giovanni delle Bande Nere e la giovane Salviati che sancì l'unione fra i due rami della casata Medici, subì nel tempo numerosi interventi fino ad assumere nel 700 l’aspetto attuale, caratterizzato dalle rifiniture ad affresco a finte architetture, dopo le trasformazioni radicali del 1662. Nel 1778 fu soppressa come luogo di culto, divenendo sede di varie confraternite, fra cui quella di S. Antonio abate detta dei “macellari”. Qui negli anni 30 del 900, Giorgio La Pira, nel dopoguerra sindaco della città, diede vita alle Messe dei Poveri. L’edificio, di proprietà della famiglia Salviati dal 1786, fu vincolato nel luglio del 1991 insieme alle opere d’arte in essa contenute. A seguito dei gravi danni subiti con il crollo della sua copertura nel 2005, è stato sottoposto ad un primo importante restauro strutturale. «Ringraziamo il ministro Bonisoli e il direttore generale Famiglietti – hanno dichiarano il soprintendente Andrea Pessina e la direttrice del Bargello Paola D’Agostino – per aver immediatamente compreso l’importanza di procedere all’acquisto di questa prestigiosa struttura. Non solo restituiremo così alla pubblica fruizione un luogo carico di storia e d’arte, ma daremo anche al Museo del Bargello la possibilità di disporre di nuovi spazi per le sue necessità». Unitamente alla chiesa sono state acquisite anche tutte le sue opere d’arte, come le grandi pale d’altare di Matteo Rosselli e Gaetano Piattoli e una tavola raffigurante la visitazione con santi, variamente attribuita al Ghirlandaio e a Piero di Cosimo, trasferite nei depositi della Soprintendenza. —G.R.

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