Il Tirreno

mare amore mio

Bagno Tito, una storia d’amore e famiglia che dura da quarant’anni

Enrico Giovannelli
Da sinistra Antonio Coltelli, Flavia Pentucci, Furio Coltelli, Costantino Coltelli, la famiglia che da quarant’anni gestisce il bagno Tito
◗
Da sinistra Antonio Coltelli, Flavia Pentucci, Furio Coltelli, Costantino Coltelli, la famiglia che da quarant’anni gestisce il bagno Tito

3 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Da quarant’anni esatti la famiglia Coltelli gestisce il bagno Tito a Castiglione della Pescaia. E basta oltrepassare la soglia di uno stabilimento nato nel 1961 per capire che è come entrare in casa di un vecchio amico.

La storia del bagno, sul lungomare di levante, è davvero particolare se non unica. Furio Coltelli, oggi 82 anni ma con verve e energia da far invidia, e sua moglie Flavia Pentucci, anche lei in piena forma, entrambi grossetani, in questo stabilimento da giovani ci venivano al mare tutta l’estate. Nel settembre del 1979 però successe qualcosa di particolare.

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.36638288:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2019/07/03/news/vota-il-tuo-bagno-del-cuore-e-aiuti-il-mare-1.36638288]]

A raccontare la storia è proprio Furio, il patron, da sotto il suo panama circondato dai figli Antonio e Costantino. «Io lavoravo alla vendita delle auto Fiat con Tommasini e Perosi - racconta - e guadagnavo bene. Mia moglie invece era all’Eurovinil, esperta nel commercio con l’estero. In pochi anni erano nati Antonio e Costantino, e a sacrificarsi per la famiglia fu lei. Però le avevo fatto una promessa: alla prima occasione l’avrei ripagata magari aprendo un negozio».

E invece quasi per caso ad aprirsi furono le porte del Tito: «Sì - dice Furio - quella sera i proprietari che avevano creato il bagno, a fine stagione, mi confidarono che avrebbero volentieri passato la mano. Non me lo feci ripetere e in un giorno il bagno fu nostro».

Da quel momento il bagno Tito è diventato una cosa di famiglia. Negli anni i figli sono cresciuti, diventando i bagnini e i tuttofare dello stabilimento, anche se i genitori sono sempre presenti e indispensabili. «Per noi la vita è il bagno - racconta Antonio, mentre Costantino è indaffarato a sistemare una passerella - qui abbiamo passato la nostra adolescenza e creato il nostro futuro. Babbo Furio è stata l’anima del bagno, il primo bagnino, e mamma il motore, ricevendo i clienti e mandando avanti il bar. Una coppia d’acciaio, indissolubile. Per noi è stato naturale crescere e occuparci negli anni del Tito».

Il bagno ancora oggi è pensato soprattutto per le famiglie. «Qui - continua sempre Antonio - le persone si tramandano l’ombrellone da generazioni. Aretini, senesi, fiorentini, ma anche gruppi di stranieri: da noi trovano la cordialità e la passione che ci mettiamo. Tutto sommato siamo uno stabilimento piccolo, e anche il personale è sempre lo stesso, qualcuno è con noi da oltre 10 anni».

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.36726291:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2019/07/05/news/montepremi-da-6mila-euro-per-i-bagni-piu-votati-e-per-i-piu-veloci-500-eco-aperitivi-griffati-fior-fiore-coop-1.36726291]]

A metà degli anni Ottanta il bagno Tito salì anche agli onori della cronaca, per una goliardata rimasta famosa.«All’epoca c’era la trasmissione Indietro Tutta - rammenta Antonio - e noi proponemmo a tutti i clienti di mascherarsi e andare per il corso tutti insieme. Alla fine eravamo oltre 300».

Punto di forza del Tito è il ristorante che sforna prelibatezze a ripetizione: «Siamo aperti solo per pranzo - aggiunge ancora Antonio - ma abbiamo un menu forse esagerato: ogni giorno proponiamo qualcosa di diverso, soprattutto con specialità di mare. Se facciamo i conti, forse facciamo 500 piatti diversi».

E sulla scia delle nuove direttive contro la plastica usa e getta il bagno Tito si è adeguato con piacere e velocemente, tant'è che partecipa con entusiasmo al gioco Mare Amore Mio (clicca qui per informazioni sul gioco e qui per informazioni sui premi).

«C’eravamo già attrezzati per eliminare la plastica - conferma Antonio - usando tutti prodotti bio. Per il ristorante invece piatti di porcellana e posate in acciaio. E poi i nostri ospiti hanno ben capito che salvaguardare l’ambiente è un bene per tutti: abbiamo ampi bidoni per riciclare e non c’è bisogno nemmeno di dirlo, perché ormai tutti lo fanno abitualmente». L’ultima curiosità è sui servizi supplementari: «Da anni abbiamo scivoli per i disabili e il wifi, da quanto è potente, arriva fino alle boe del limite delle acque sicure».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web