Il Tirreno

Il mezzo secolo di “SPACE ODDITY” 

Ground control to major Tom Cinquant’anni fa Bowie cantò la conquista della luna

Ground control to major Tom Cinquant’anni fa Bowie cantò la conquista della luna

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LONDRA. “Space Oddity” ha 50 anni. Il brano-simbolo di David Bowie fu registrato nel giugno 1969 e uscì un mese dopo per approfittare dell’imminente sbarco sulla Luna. Era l’11 luglio. Pochi mesi più avanti, il brano divenne una hit e un secondo album – intitolato, come il suo debutto, David Bowie – fu registrato per fargli da vetrina. Space Oddity rappresenta un Bowie in pieno hippie-folk mood: dai saluti all’amata Hermione con (Letter to Hermione e An occasional dream) al racconto di un festival all’aperto a cui partecipò nello stesso weekend di Woodstock (Memory of a free festival) fino alla presa di coscienza del fatto che, le ragazze, lo avrebbero preferito se si fosse tagliato i capelli (Unwashed and somewhat slightly dazed). «Non facevamo mai prove» disse il batterista John Cambridge. «Tutto doveva venire bene al primo colpo».

E anche l'astronauta Luca Parmitano celebra i 50 anni della canzone, un vero e proprio inno dello spazio che ha fatto sognare milioni di persone: AstroLuca lo ricorda in un video postato sui social a pochi giorni dal lancio della sua seconda missione Beyond, che avverrà il 20 luglio proprio in occasione di un altro storico anniversario, quello dell'Apollo 11. «Fra pochi giorni verrò lanciato nello spazio per la mia seconda missione, esattamente allo scoccare del mezzo secolodall’'allunaggio dell'Apollo 11», spiega AstroLuca ai suoi follower.

«Oggi è un altro cinquantesimo anniversario, quello del lancio di Space Oddity di David Bowie, avvenuto anch'esso nel luglio 1969». Le note malinconiche che accompagnano la storia del viaggio spaziale di Major Tom sono giunte all'orecchio di Parmitano quando era ancora bambino, ma poi sono tornate più volte a farlo sognare anche da adulto.

«Ciò che è davvero incredibile di questa canzone - spiega l'astronauta dell'Agenzia spaziale europea - è che non ha ispirato solo me, i miei compagni astronauti e amici, ma moltissima gente di tutto il mondo facendola interessare allo spazio. Per questo, a nome di tutti, vorrei augurare un buon cinquantesimo anniversario a 'Space oddity', un inno dei nostri tempi che ha portato la meraviglia dello spazio sulla Terra. Ciao e a presto, Major Tom». —

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