Il Tirreno

TRE GIORNI DI MUSICA MULTIETNICA 

Musica e atmosfere del deserto Almar’à apre il festival a Firenze

Gabriele Rizza

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FIRENZE. Tassello multiculturale dell’Estate Fiorentina, da stasera a venerdì torna in pista il “Festival au Désert” . Rassegna itinerante per vocazione che in questa decima edizione si muove fra la Manifattura Tabacchi, gli spazi delle Murate e la Spiaggia sull’Arno. «Tre giorni di musica, riflessioni e socialità, fra concerti, incontri, proiezioni, per riscoprire il concetto di nomadismo culturale e l’idea del deserto come metafora contemporanea del dialogo e della solidarietà», come spiega il direttore artistico Maurizio Busia. Madrina del festival sarà Fadimita Walet Oumar, attivista tuareg che si batte contro la povertà e la diaspora del suo popolo e che insieme al suo gruppo “Tartit” rievocherà venerdì sera sull’Arno le atmosfere del deserto. Altra presenza di spicco quella di “Almar’à”, prima orchestra multietnica di sole donne in Italia, composta da tredici musiciste di origine araba e mediterranea, nata all’interno di Fabbrica Europa. E sarà proprio quest’ultima ad aprire il festival stasera alla Manifattura Tabacchi con la proiezione del “Flauto magico”, versione cinematografica dell’allestimento del capolavoro mozartiano da parte dell’ensemble nato a Roma nel 2002. Completano il cartellone il politrumentista e compositore Majid Bekkas, il gruppo dei Tamikrest proveniente dal Mali con i loro ritmi che fondono la tradizione locale con il rock e il blues; Hamid Drake, potente batterista afroamericano, per finire con Gavino Murgia, attualmente primo sax tenore dell’Orchestra Giovanile Italiana di Jazz di Siena. —

Gabriele Rizza

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