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la prima al festival  

“La Fanciulla del West” in riva al lago di Puccini: ecco l’opera che reinventò l’opera

Ilaria Bonuccelli
“La Fanciulla del West” in riva al lago di Puccini: ecco l’opera che reinventò l’opera

Appuntamento venerdì alle 21,15: biglietti in regalo per i nostri lettori abbonati alla comunità “Noi Tirreno”

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Si tramanda, ancora oggi, e non è una leggenda, di Giacomo Puccini al Politeama di Viareggio, il teatro abbracciato dal molo e dalla spiaggia prematura. L’anno non è certo. Siamo, però, dopo il 1910. La “Miss” ha già debuttato a New York: 43 chiamate in palcoscenico, al Metropolitan, dopo la prima diretta da Arturo Toscanini (che ha anche messo mano allo spartito). Puccini a Viareggio è seduto in teatro. Sigaro in bocca, segna il tempo battendosi la mano sulla coscia per dare indicazioni all’orchesta. Il bambino nascosto sotto le poltroncine teme di essere scoperto. Per questo non si dimenticherà più quel gesto. Quella musica. La Fanciulla del West, l’opera americana del Maestro. Venerdì sera, alle 21,15 quell’opera apre l’edizione n° 65 del festival Puccini di Torre del Lago. Con una regia che promette di essere una garanzia, non solo perché segue le indicazioni lasciate da Puccini. Perché è firmata da Renzo Giacchieri che proprio con La Fanciulla nel 1979 debutta a Torre del Lago: all’epoca la sua “Minnie”, la protagonista fu Olivia Stapp; per questa prima (con le scene realizzate dai maestri del Carnevale di Viareggio) sarà Maria Guleghina. Il soprano, già acclamatissima Tosca nel 2009 al Pucciniano (e poi in tutto il mondo) di nuovo sceglie Torre del Lago per debuttare il ruolo.

La Fanciulla non è un’opera qualunque. Archivia il melodramma e reinventa l’opera. Anticipando La Rondine, il Trittico e Turandot. Non è un caso che Il Tirreno proponga ai propri lettori la partecipazione gratuita alla prima di venerdì sera, prenotandosi sul nostro sito. Il pacchetto comprende anche l’inaugurazione della mostra “America Forever” nel foyer del Gran Teatro di Torre del Lago, con audio originale di Puccini in tour in America nel 1907. Proprio in quel viaggio il Maestro riesce a individuare il soggetto de La Fanciulla del West per la nuova opera, dopo tre anni di affannosa ricerca. Di nuovo, il soggetto è di Belasco, lo stesso autore che a Londra, al Duke theatre nel 1900, lo aveva emozionato con la storia giapponese di Madama Butterfly. Lui (Puccini) che neppure parlava una parola di inglese, di fronte a Belasco si era inginocchiato per farsi cedere il diritto a musicare la storia di Cio cio san. Sette anni dopo, stessa situazione: Puccini trova ispirazione nel dramma di Belasco. Minnie che nella sua bettola in California, La Polka, tiene a bada minatori e banditi, insegnando la bibbia e facendoli innamorare. L’alto e il basso. Di fatto la vita, ma con una punta di poesia. Per questo rifiuta la collaborazione con D’Annunzio per un libretto. Al Vate, Puccini scrive: «Io non voglio un realismo a cui tu penosamente potresti accostarti, ma un “quid medium” (qualcosa di mezzo) che prenda possesso degli ascoltatori per i fatti dolorosi e amorosi, i quali logicamente vivano e palpitino in un'aureola di poesia e di vita più che di sogno» testimonia l’epistolario del Centro studi Puccini di Lucca. Che certifica, invece, la gioia “americana” del Maestro dopo aver trovato la Girl, la corsa all’oro, speranza e disperazione intrecciate: «Carissimo Sig.Giulio (Ricordi, il suo editore ndr), ci siamo! La Girl promette di diventare una seconda Bohème, ma più forte, più ardita e più ampia. Ho l'idea d'uno scenario grandioso, una spianata nella grande foresta californiana cogli alberi colossali, ma occorrono 8 o 10 cavalli-comparse. Zangarini (il librettista) adesso è all'incubazione, speriamo che si sbottoni bene». È il 26 agosto 1907. La prima sarà il 10 dicembre 1910. Ora l’opera torna a casa. Da dove manca dal 2010, l’anno del centenario. Sul podio, per la prima, Alberto Veronesi. —

La Fanciulla del West al festival Puccini di Torre del Lago: il 12 e il 26 luglio alle 21,15. Minnie: Maria Guleghina e Irene Cerboncini; direttori: Veronesi e Gianna Fratta. Biglietteria tel. 0584 359322

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