Il dolore
L’ultimo viaggio del Maggiolino
La Volkswagen oggi sospende la produzione: negli anni ‘60 diventò un simbolo della cultura hippie
Maggiolino, addio per sempre. A poco più di 80 anni dall’inizio della sua gloriosa storia, oggi Volkswagen produrrà, nella fabbrica messicana di Puebla, l’ultimo esemplare dell’automobile che da sempre è un simbolo della Germania. Il Maggiolino – con il nome di Typ 1 – vede la luce in pieno Reich nazista. Doveva essere l’utilitaria per tutti, la vettura del popolo voluta da Adolf Hitler con cui i tedeschi avrebbero attraversato le nascenti autostrade del Reich. Diventerà davvero la macchina della classe media. A disegnare quelle linee inconfondibili è l’ingegnere austriaco Ferdinand Porsche, cui il Fuhrer chiede di progettare un’auto che faccia da contraltare alla Ford T, che spopola negli Stati Uniti. Hitler fa edificare una fabbrica apposita, in Bassa Sassonia, e una città intorno, la futura Wolfsburg. È il 1938, nasce la Volkswagen. Alla fine del conflitto il Maggiolino è la prima macchina a riprendere la produzione in Germania, e il successo arriva subito. Nel 1955 ne vengono venduti un milione di esemplari, prevalentemente in Germania ma anche negli Usa, da dove in cambio delle auto, nelle casse di un Paese che rinasce dalle ceneri, arriva preziosa moneta forte. Gli anni Sessanta sono quelli del boom in America, dove il Maggiolino diventa un emblema della cultura ribelle e anticonformista degli hippie. Nel 1968 vi sono venduti oltre 560 mila esemplari e proprio in quell’anno esce al cinema The Love Bug, “Un Maggiolino tutto matto” il film diretto da Robert Stevenson che farà sognare milioni di bambini. La produzione in Germania si ferma nel 1978, quando la linea viene sostituita con quella della Golf – altro gioiello dal successo planetario – ma continua in Messico, dove il Maggiolino diventa il “vochito”o “el carro del pueblo”. A fine Novecento il restyling, realizzato sul pianale della nuova Golf. Ma il modello disegnato dal nipote di Porsche, il New Beetle, è decisamente un’altra cosa rispetto al Maggiolino, sul quale da domani cala il sipario: l’ultimo esemplare verrà conservato in un museo. –
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