Sicurezza
Assomusica lancia l’allarme «Ticket nominali, un disastro»
Gli organizzatori contestano il provvedimento voluto da un deputato M5S «Porterà un aumento dei prezzi dei biglietti e caos nella gestione degli eventi»
Da tempo il problema del secondary ticketing, il bagarinaggio elettronico, è all’attenzione dei consumatori, degli organizzatori di concerti, della magistratura e ora anche della politica. Con un provvedimento ideato e voluto dall’on. Battelli (M5S) tutti i biglietti per i nuovi eventi con capienza superiore ai 5000 spettatori, messi in vendita dopo il 1° luglio, dovranno essere nominali e si potrà accedere al concerto solo con un documento d’identità. Assomusica (che rappresenta gli organizzatori di concerti) e i suoi principali associati contestano l’iniziativa e annunciano, come conseguenze più o meno dirette, aumenti dei prezzi dei biglietti e problemi organizzativi nella gestione della disposizione.
Occorre capire bene di cosa si parla. In rete esistono siti che (ri)vendono biglietti per eventi (non solo di musica pop/rock) a prezzi maggiorati, sia che questi siano sold out, sia che i biglietti siano disponibili sulle più note piattaforme del primary ticketing (Ticketone e Ticketmaster tra le più famose). Per difendere i consumatori Battelli con un blitz improvviso (approvato anche da Di Maio) e senza consultare o chiedere un parere alle parti interessate, ha deciso di inserire nell’ultima Finanziaria la norma che prevede il biglietto nominativo e la creazione di un “mercatino” parallelo ufficiale per la rivendita di biglietti inutilizzati. Per ora è un Decreto Legge – comunque già operativo - che nei prossimi giorni dovrà essere trasformato in legge definitiva. Il problema principale, dicono gli organizzatori, sta nella gestione dell’accesso al luogo dell’evento. I controlli allungano notevolmente i tempi di ingresso e questo – come spiega Ferdinando Salzano di Friends & Partner - significa consentire prima l’accesso del pubblico e il conseguente anticipo nell’organizzazione del concerto nel suo complesso (montaggio palco e soundcheck). Un banale spostamento di orario implica così una differente impostazione dell’intero tour o la modifica della logistica, il che significa dilatare i tempi tra i singoli concerti e la diminuzione del loro numero. Il tutto con un aggravio di costi che andrebbe a ricadere sul biglietto, quindi sull’utente.
Inoltre, la tendenza è quella di avere tutti i posti a sedere numerati, così da permettere un ravvicinato accesso all’orario di inizio evitando allo spettatore di dover essere in loco con grande anticipo. Questo vantaggio, allungandosi i controlli, sarebbe annullato. Inoltre lo spettatore dovrà gestire a pagamento l’eventuale cambio di nominativo. Tutto, dicono sempre da Assomusica, inciderebbe sulla vendita del numero di biglietti, con danno alla fiorente industria del live.
Dunque, gli organizzatori compatti dicono fermamente no al biglietto nominale, denunciando la toppa come peggiore del buco e facendo notare che i siti “incriminati” già intestano in biglietti e quindi non sarebbero colpiti dal provvedimento. La loro proposta sta nell’oscuramento o chiusura dei siti di secondary ticketing, educando contemporaneamente all’acquisto consapevole. Di fatto però i siti chiusi vengono riaperti e alcuni degli stessi organizzatori si dimostrano “tolleranti” verso il fenomeno. La soluzione forse sta nel capire dove e come i siti di secondary ticketing si riforniscano di biglietti per bloccare quei canali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
