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“Sotto tiro” di Iannaccone: 1,9 milioni di italiani possono sparare

“Sotto tiro” di Iannaccone: 1,9 milioni di italiani possono sparare

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Oltre un milione di persone in Italia possiedono una licenza per arma da fuoco. 1.315.700 persone, per la precisione, possiedono il porto d’armi – secondo i dati del Viminale relativi al luglio 2018 – per difesa personale, caccia e uso sportivo. A questi si aggiungono le licenze degli operatori di polizia e delle forze armate. Arriviamo così a 1,9 milioni. E, come nota il “Primo rapporto sulla filiera della sicurezza in Italia”: «Considerando che ogni famiglia italiana è composta in media da 2,3 individui, il conto è presto fatto: ci sono quasi 4,5 milioni di italiani, tra cui oltre 700.000 minori, che hanno un’arma a portata di mano e che, per gioco, per sbaglio, rancore o follia potrebbero essere indotti a sparare e ad uccidere». Si apre con questo inquietante presupposto il reportage dal mondo delle armi, e sulle implicazioni che queste hanno sulla nostra sicurezza, del giornalista Stefano Iannaccone, che con “Sotto tiro” (People, pp. 160) mostra al lettore l’inarrestabile corsa alle armi di cui sono più meno consapevolmente protagonisti gli italiani. Un’ossessione, quella al riarmo, che si declina attraverso una moltiplicazione di pistole, felicemente sostenute dalle lobby del settore, ma anche da politiche che assecondano tanto l’insicurezza quanto la convinzione che sia legittimo farsi giustizia da soli. Con lucidità e attenzione, Iannaccone illustra così il paradosso tutto italiano, che vede un esponenziale moltiplicarsi delle richieste di licenza a fronte di un costante calo di furti e rapine. Paradosso ben dimostrato dai dati suggeriti da Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere (Opal) di Brescia, per il quale “solo nel 2017 ci sono state 40 vittime per delitti commessi con armi legalmente detenute. Nel 2018 sono stati 28 i femminicidi commessi con armi legalmente detenute, più dei delitti commessi con coltelli. E dall’inizio del 2019 già contiamo – tra omicidi, suicidi e incidenti di caccia – 18 morti a causa di armi legalmente detenute». Leggere per credere. —

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