Il Tirreno

il dibattito fra studiosi 

Ma quale Leonardo da Vinci... «La Madonna è del Rossellino»

Paolo Santini

La professoressa Maria Teresa Fiorio contesta l’attribuzione al Genio della scultura in mostra a Palazzo Strozzi: «Non ci sono appoggi documentali» 

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La professoressa Maria Teresa Fiorio, a Vinci lo scorso 25 maggio in occasione della conferenza “Riflessi leonardiani nella scultura”, non ha avuto peli sulla lingua a definire quella che è ormai considerata la “scultura dell’anno”, - la Madonna con bambino proveniente dal Victoria and Albert Museum adesso in mostra a Palazzo Strozzi nella retrospettiva sul Verrocchio - un’opera di Rossellino e non certo di Leonardo da Vinci.

«Sono lontana da qualsiasi polemica, - ha affermato con garbo ma senza ripensamenti la studiosa, che fa parte delle massime istituzioni mondiali che si occupano di Leonardo - ma continuo a pensare che questa Madonna sia molto più vicina ad Antonio Rossellino che non a Leonardo».

Un fulmine a ciel sereno, o quasi, visto che non è certamente la prima esperta a sovvertire la recentissima attribuzione a Leonardo.

La straordinaria mostra dedicata al Verrocchio maestro di Leonardo ancora in corso a palazzo Strozzi a Firenze appunto (rimarrà aperta fino al 14 luglio), con una sezione distaccata al Bargello, presenta la Madonna con Bambino in prestito dal Victoria and Albert Museum con un’attribuzione certa a Leonardo da Vinci.

Nessuno finora lo aveva mai fatto, ma il professor Francesco Caglioti si è lanciato, ha rotto ogni indugio ed ha attribuito al Genio vinciano l’opera in terracotta. Apriti cielo, il dibattito è partito subito, poco prima dell’apertura il 9 marzo, con toni prima moderati poi sostenuti, e non senza polemiche, che nell’anno leonardiano non stanno mancando davvero, insieme ai sensazionalismi di ogni marca. Insomma, siamo arrivati al tutti contro tutti.

D’altra parte, gli interessi in gioco, e non solo dal punto di vista storico artistico, sono tali e tanti che ogni virgola di ogni dichiarazione viene pesata accuratamente.

«Molti di quelli che hanno visto la mostra di Firenze l’avranno vista in mostra - ha proseguito la Fiorio -; è una Madonna che avevamo chiesto anche noi (Fiorio e Marani, ndr) per la grande mostra milanese dedicata a Leonardo nel 2015 andando al Victoria and Albert Museum; avevamo chiesto anche questa Madonna, non con l’idea di attribuirla a Leonardo ma con l’idea di ricreare un clima. La mostra del 2015 era legata all’idea di non voler immaginare Leonardo come un artista isolato, ma di calarlo proprio nella cultura del suo tempo e quindi di legarlo a delle opere che erano quelle che costituivano il tessuto della cultura fiorentina di quegli anni, e anche questa Madonna appunto sarebbe stata ben accolta nella mostra proprio per questo carattere così toscano, fiorentino, di quel periodo».

Il mistero si infittisce, ma la studiosa rimane sulle sue convinzioni. Insomma, la scultura è non è di Leonardo da Vinci?

«È di Leonardo? Mah, innanzitutto non abbiamo nessun appoggio di tipo documentario – prosegue la studiosa meneghina - perché questo pezzo è arrivato al Victoria and Albert Museum, ma non è che abbia una storia di collezionismo pregressa per cui si possa collocarla in qualche maniera. Anche questa madonna, questa testa di madonna sorridente secondo me richiama molto le cose di Verrocchio, si entra così prepotentemente in quel tipo di cose che si facevano nella bottega del Verrocchio in quegli anni. Ecco, questa è una delle attribuzioni che in questo momento si stanno discutendo. Se avessimo avuto nel 2015 per la mostra milanese la Madonna del Victoria and Albert Museum – ha concluso - ne avremmo lasciato l’attribuzione a Rossellino senza alcun dubbio».

Il dibattito fra gli studiosi continua, come è giusto che sia. —



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