Gioco
La grande rivincita di “zia Mara” «Sì, mi avevano rottamato...»
Dopo un periodo di oblio la Venier è di nuovo protagonista assoluta su Rai 1 «La trasmissione funziona perché parla della vita quotidiana con gioie e dolori»
Roma. Incontriamo “zia Mara” a Sorrento, guarda caso seduta sul divano della suite di un grande albergo dedicata a Pavarotti. Due che la vita l’hanno guardata in faccia e se ne sono presi il bello e il cattivo, potendo, sempre con un sorriso. Lei che ha creato il format di se stessa, lo applica con generosità a qualsiasi programma conduca. Il successo arriva puntuale ma lo guarda come fosse un participio passato, più incuriosita da quello che succederà. Grande senso dell’amicizia e della gratitudine che porta Mara Venier a un approccio talebano con il male che va cancellato, assieme al portatore insano, persino se lo si riteneva amico. Su questi lidi invece ci è arrivata per affetto: condurrà sabato sera su Rai 1 assieme ad Alberto Matano la serata del Premio Biagio Agnes per il giornalismo internazionale che raccoglie il gotha dell’imprenditoria e del giornalismo e che Simona, la figlia del grande direttore generale Rai, porta avanti con piglio manageriale e infinito amore per il padre.
Mara, si aspettava un ritorno tanto clamoroso?
«No. Arrivavo da una bella esperienza con Maria De Filippi che mi ha portato quel pubblico giovane che prima non avevo. Forse ha pagato la libertà totale che mi è stata concessa, in trasmissione ho proposto Mara con le gioie e i dolori, la vita di tutti i giorni. Ho invitato i miei amori passati, Renzo (Arbore), Jerry (Calà), gli amici veri».
Bella soddisfazione. Come è andata?
«Ero stata rottamata. Anna Maria Tarantola e Giancarlo Leone, rispettivamente presidente e direttore di rete, semplicemente ritenevano non fossi più in linea con il programma che loro volevano. Avevano fatto altre scelte, ci sta. Mi è dispiaciuto il modo, avrei gradito più eleganza. Eravamo rimasti che ci saremmo visti per il contratto poi l’agente mi ha detto che ero fuori. E io per vent’anni avevo dato l’anima alla Rai».
E il ritorno?
«Un viaggio in treno Milano-Roma, avevo accanto Mario Orfeo all’epoca direttore generale della Rai. Erano passati quattro anni dalla mia estromissione. Una bella chiacchierata. Poi ha chiamato l’allora direttore di Rai 1, Angelo Teodoli che mi ha detto a bruciapelo: “Mara ma quando torni a casa?”. Mi ha commossa. Andammo a pranzo insieme qualche giorno dopo con il mio avvocato che mi diceva di non accettare subito, di temporeggiare, avevo tante offerte e avevo accettato un programma di Discovery, un family cooking che avrei fatto volentieri. Ma davanti a Domenica in non ho resistito. Ho ceduto al secondo boccone. Nell’attesa che arrivassero dall’ansia avevo bevuto un prosecchino e mi sentivo friccicarella, altro che stratega. La verità è che volevo chiudere la mia carriera lì, come la quadratura di un cerchio. E mio marito neppure voleva».
Perché l’aveva sconsigliata?
«Mi diceva, “Ti intossicheranno la vita”, in realtà te la succhiano ma a me piace. Noi abbiamo la nostra casa a Santo Domingo, le nostre vacanze. Tutto stravolto».
Poi in Rai sono cambiati i vertici....
«Dalla nuova direttrice Teresa De Santis mi sono sentita subito protetta, una donna che mi ha capita e aiutata. Al Festival di Sanremo ha dimostrato quanto è capace. Con l’ad Salini gran risate. Non parlo mai di lavoro, forse per pudore».
Zia Mara un vulcano, dicono, cambierebbe qualcosa di se stessa?
«Alla mia età che vuoi cambiare. Io non so mentire e non so mediare, dico sempre quello che penso e l’ho pagato. Mi piacerebbe essere paracula ma non ne sono capace. Mi sveglio la mattina, mi arrivano mille proposte ma io sono troppo insicura e non considero. Ho sempre pensato di valere poco. Mia madre mi ha sempre rimproverato per questo. Ho paura di sbagliare».
C’è qualcuno che non avrebbe voluto avere ospite? Azzardo Pamela Prati?
«Durante l’intervista avevo capito che qualcosa non andava. Il giorno dopo mi chiama Roberto D’Agostino e mi dice che è tutta una bufala. Poco dopo a chiamarmi è l’ex fidanzato della Prati e anche lui mi dice che era tutto falso. Era partito un circo dal quale volevo rimanere fuori. Mi ha cercata e voleva tornare, piangeva “Sono innocente”. Una gran tristezza. Mi è dispiaciuto per lei».
Il divano, l’empatia immediata con chi ha di fronte. Succede pure a telecamere spente. La prossima stagione si replica. Un senso di rivalsa verso chi non l’aveva voluta più?
«Io non porto rancore, troppa fatica, troppa energia persa. Però faccio delle scelte radicali, persino dolorose. Ho escluso dalla mia vita chi mi ha fatto del male. Anche dalla mia vita social. Via, cancellati, senza lasciare traccia. È capitato che mi sia sentita tradita, guarda caso da alcune donne. Poche ma ci sono state. Non mi mancano. L’unico modo per proteggersi, anche in amore».
Michela Tamburrino
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