Gioco
Greenaway sceglie le Mura di Lucca per il suo nuovo film con Morgan Freeman
E il regista gallese da oggi al 30 giugno sarà in città per un workshop esclusivo dedicato a 15 giovani
Ha scelto lo scenario delle Mura urbane e delle torri medievali di Lucca per il suo nuovo film, il cineasta britannico Peter Greenaway. È qui, in questa città misteriosa, dal fascino antico e segreto, che Greenaway ha trovato l’ambientazione perfetta per “Lucca Mortis”, questo il titolo del nuovo film, che comincerà a girare in ottobre.
Un film, che - come gli è stato peculiare in tutta la sua vastissima cinematografia - non sarà “facile”, ma sicuramente denso di citazioni letterarie e artistiche, composto con la sua tipica, maniacale, attenzione al particolare.
Da oggi al 30 giugno, Greenaway è a Lucca per un workshop esclusivo: nei locali di uno splendido convento adibito a residenza d’artista (si chiama Convictus) insegnerà a fare cinema a quindici giovani registi giunti da tutto il mondo. Ma questo breve soggiorno estivo nella città murata, ha anticipato Greenaway in un video in inglese, «sarà anche il preambolo investigativo per il film che inizierò a girare in ottobre».
La morte sarà il fulcro centrale del film, per il quale il cineasta - autore di una serie infinita di film tra cui il celebre “Il ventre dell’architetto” e “I racconti del cuscino” che fece scalpore nel 1995 - ha voluto l’attore Morgan Freeman, 82 anni, icona di grandezza (cinque volte candidato all’Oscar e vincitore della statuetta nel 2005 con “Million Dollar Baby”) e di grande espressività. Il film, spiega Greenaway, «parlerà di un anziano alla ricerca di una happy death, di una morte felice, se una morte felice è possibile. Ma alla ricerca anche di una morte collegata al sesso».
Questo uno dei piani sui quali si muoverà il film che però, come annuncia sempre il suo autore, sarà anche l’occasione per parlare di cinema e di storia . «Come intendiamo il cinema? come un’occupazione privata, come una terapia? Il cinema è qualcosa di vivo o è morto?» sono le domande provocatorie che Greenaway lancia. E ancora: quale il rapporto tra cinema e storia, quale l’importanza dei grandi film nella storia.
Per imbastire questa trama complicata, impegnativa, ma allo stesso tempo estremamente intrigante, appassionante, Greenaway ha voluto Lucca. «Una città che si trova vicino a Pisa - la presenta - ma anche una città del Duemila con le caratteristiche torri», le torri dove la storia si è intrecciata con il potere. Le torri di Lucca - un simbolo della città che Greenaway ha già celebrato in “The Towers - Lucca Hubris”, opera di cinema multimediale datata 2013 - addirittura vengono associate a torri tristemente famose: le Twin Towers di New York, abbattute in un attentato nel 2001, un simbolo di morte.
Morte e immortalità, cinema pittorico, il valore e il senso del cinema: saranno questi i temi forti del film. La sera di giovedì 27 giugno, nel salone di San Micheletto a Lucca, Greenaway sarà al centro di un incontro nel quale svelerà altri particolari del suo progetto, altre anteprime. L’incontro sarà aperto al pubblico e sarà anche uno dei punti di forza del workshop, al quale ha collaborato in prima persona la regista lucchese Cristina Puccinelli, del brillante staff che organizza il Lucca Film Festival. —
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