Gioco
Il corpo nudo fra l’arte e la storia A Cecina settanta reperti in mostra
Un viaggio ideale dalla Mesopotamia all’Egitto, dagli Etruschi fino ai romani Esposti un sarcofago, statue, dipinti e anche oggetti di utilizzo quotidiano
Oltre settanta reperti che spaziano dall’arte mesopotamica a quella egizia, greca, etrusca e romana, legati da uno stesso filo conduttore, la raffigurazione del corpo umano attraverso la nudità, sono i protagonisti della mostra che oggi si inaugura a Cecina, in piazza Guerrazzi, alla Fondazione Hermann Geiger.
Curata da Tomas Lochman e ideata dal Museo delle antichità di Basilea, «l’esposizione – spiegano i promotori – intende incoraggiare una riflessione sul nudo, indagando le diverse ragioni, religiose, sociali e politiche, per cui la figura umana, sia stata così raffigurata nel corso dei secoli». Il tema è interessante e non deve far paura al di là del dibattito intorno al ruolo della donna, dei gender studies o del recente fenomeno #MeToo che ha avuto ripercussioni anche nel mondo dell’arte, in nome di un, a volte discutibile, politicamente corretto. Perché, come piega il curatore, «il nudo, nella rappresentazione di uomini, donne, eroi e divinità ricorre spesso nelle culture antiche del Medioriente e del Mediterraneo, in particolare in quella greca, dove si è attestato come una delle forme più alte dell’espressione figurativa».
Tra i capolavori esposti, un idolo femminile della cultura di Halaf, tra le prime rappresentazioni umane conosciute databile al quinto millennio a.C.; un fondo di sarcofago egizio risalente alla ventiseiesima dinastia che raffigura la dea Nut, associata alla fertilità, con seni floridi, fianchi larghi e un grande triangolo pubico; una statua greca di Afrodite Anadiomene, dea della bellezza, che appena emersa dalle acque si asciuga i capelli. Oltre a statuette, oggetti di uso quotidiano, amuleti, vasi.
Fino al 13 ottobre. Ingresso libero. –
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