Il dolore
“Il livornese e Robespierre” entrano a Palazzo Toscanelli
PISA. Nella giornata della Festa della Musica, l’Archivio di Stato di Pisa organizza domani, nella sede di Palazzo Toscanelli, la presentazione del libro di Pardo Fornaciari “Il livornese e Robespierre. Giuseppe Maria Cambini e gli inni rivoluzionari del 1794”.
Alcuni di questi inni saranno cantati dal Coro dell’Università di Pisa diretto dal maestro Stefano Barandoni. Presenteranno il libro i professori Gianmario Cazzaniga e Federico Marri, che illustreranno le complessità della particolare biografia del compositore, probabilmente nato a Pisa e adottato a Livorno, recatosi a Parigi, dove ebbe a scontrarsi con Mozart ma si guadagnò anche la stima di Gluck. Emerge soprattutto l’interessante e suggestivo percorso professionale e ispirativo di quei musicisti toscani che, operanti nella comoda e declinante società nobiliare dell’ancien régime parigino, si trovarono improvvisamente nel contesto dei valori universali della Rivoluzione francese, divenendone convinti sostenitori.
Cambini propagandò così la Rivoluzione musicando una serie di inni, alla Virtù, alla Libertà e ai suoi Eroi, o il disprezzo per i Re, i Grandi e i Preti, nemici del popolo.
Un approdo che domani (alle 17) rivivrà e vibrerà nei brani cantati dall’Ottetto del Coro dell’Università di Pisa, assolutamente inediti in Italia e mai più cantati neppure in Francia dopo l’avvento di Napoleone.
Ecco chi sono i componenti l’Ottetto del Coro: Irene Tofanini, Agnese Bargagna, Valentina Limina, Alessandra Rampinini, Ettore Dreucci, Jake Dyble, Alessandro Franchini ed Emiliano Votino. Al piano: Silvia Mannari. —
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