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CINEMA 

La nuova “Bambola assassina” riveduta e corretta da Klevberg

FRANCESCA LENZi
La nuova “Bambola assassina” riveduta e corretta da Klevberg

Arriva nelle sale il remake del film del 1989 di Holland Una rilettura meno ironica e indulgente con molte concessioni agli effetti speciali

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FRANCESCA LENZi

Quando ancora Annabelle era faccenda privata dei demonologi Ed e Lorraine Warren, raccontata sul grande schermo soltanto nel 2013 da James Wan con il primo capitolo dell’Evocazione, esisteva già negli anni ottanta una bambola in grado di regalare brividi. Era il 1988 e negli Stati Uniti usciva Child’s Play (in italiano La bambola assassina). Da noi arrivò il 17 giugno dell’89, e oggi – esattamente 30 anni e due giorni dopo – esce in sala il remake diretto da Lars Klevberg, regista del recente Polaroid. Più che un remake, un reboot. Un nuovo inizio, dalla trama simile, ma dalle premesse differenti. È soprattutto la natura della bambola a essere diversa. Nell’originale, firmato da Tom Holland, Chucky, nome del fantoccio “Tipo Bello” regalato da Karen al figlio Andy, è posseduto dall’anima crudele di Charles Lee Ray, serial killer di Chicago che, braccato e colpito dalla polizia, pratica in un negozio di giocattoli un rito voodoo per trasferire il suo spirito all’interno del bambolotto. Il tutto con l’idea di riacquisire una dimensione umana, occupando il corpo della prima persona alla quale riveli la sua vera identità. Per l’appunto il piccolo Andy che, a un certo punto, si ritroverà sospettato dei delitti commessi da Chucky. Nel film di Klevberg non c’è traccia del rito voodoo. Chucky, pupazzo della serie “Good Guys” (nella storia Buddi), alla quale era ispirato il disegno del personaggio, inventato da Don Mancini, non è posseduto da un assassino, ma è un giocattolo altamente sofisticato dotato di propria intelligenza artificiale. Una bambola iper-tecnologica dalla natura, però malvagia. E qui ci si allinea nuovamente con l’originale, intriso di sadismo, violenza e morti ammazzati. Un’altra differenza? Se l’horror anni ottanta alternava la morte all’ironia, come usava all’epoca, e ne sono d’esempio altri titoli più o meno contemporanei, come Nightmare, nel remake pare ci sia una rivisitazione più cupa, spaventosa e decisamente meno indulgente. A prestare la voce a Chucky è stato il Luke Skywalker /Mark Hamill che, lontano dal set di Star Wars, è molto ricercato anche per le proprie doti di doppiatore, mentre l’inquietante pupazzo, nonostante le potenzialità della computer grafica, ha impegnato i responsabili degli effetti speciali con una serie di burattini animatronici, con tanto di arti interscambiabili. Una soluzione che piacerà molto agli amanti dell’horror vecchia maniera che apprezzeranno anche la maratona organizzata dal circuito The Space, prevista per venerdì 21 giugno: si parte alle 20.30 con l’edizione del 1988, e si continua alle 22 con il reboot. —

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