Toscana
Le antiche navi romane solcano gli spazi del nuovo museo di Pisa
Cinquemila metri quadrati e 47 sezioni agli Arsenali Medicei alla Cittadella Aperture straordinarie da domani fino a lunedì, giorno del patrono della città
PISA. Il fango ha distrutto, ma ha anche conservato. E per secoli. Una dozzina di alluvioni rovinose ed epocali. Tra queste anche quella che ha definitivamente separato il corso del Serchio dall’Arno, nel quale si immetteva, deviandolo verso Migliarino. Il museo delle antiche navi di Pisa racconta tutto questo e molto altro. Un periodo molto lungo, dal III a.C. al VII d.C. Un millennio di commerci e marinai, rotte e naufragi, navigazioni, vita di bordo e storia della città. L’esposizione (quasi 5mila mq di superficie, 47 sezioni divise in 8 aree tematiche) apre domani agli Arsenali Medicei, zona Cittadella, alla presenza del ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli.
In serata, per la Luminara, apertura gratuita al pubblico dalle 21 alle 23. Altra apertura straordinaria lunedì pomeriggio, giorno di San Ranieri, patrono di Pisa, e poi da mercoledì 19 si andrà a regime, con la gestione del museo affidata alla Cooperativa Archeologia.
Agli Arsenali sono esposte 7 imbarcazioni di epoca romane, di cui 4 sostanzialmente integre e circa 800 reperti: frammenti ceramici, vetri, giochi per bambini, capi d’abbigliamento e persino i resti di un marinaio morto con il suo cane. L’inaugurazione del museo arriva a distanza di venti anni dalla casuale scoperta dei reperti, avvenuta durante alcuni lavori alla stazione ferroviaria di Pisa San Rossore. «Si tratta del più grande museo di imbarcazioni antiche esistente», dicono il sovrintendente Andrea Muzzi e l’archeologo Andrea Camilli. Le navi pressoché intatte sono l’ammiraglia Alkedo da 12 rematori; la Nave “I”, ovvero un grande traghetto fluviale; un secondo barcone con ponti ed albero ben visibili; e una piccola imbarcazione per il trasporto merci. A queste si affiancano altre navi parzialmente recuperate e la ricostruzione di una porzione del cantiere di scavo.
L’esposizione parte con la storia di Pisa tra archeologia e leggenda, fino alla fase etrusca prima e romana poi, conclusasi con l’arrivo dei Longobardi. Si prosegue con un focus sul rapporto della città con l’acqua, dalle catastrofiche alluvioni all’organizzazione del territorio tra canali e centuriazioni, fino a toccare il porto di Pisa e tutta l’intensa attività produttiva cittadina. L’esposizione delle navi occupa due campate degli Arsenali, per proseguire con le sezioni che raccontano le tecniche di navigazione (c’è anche un piccolo planetario per conoscere come gli antichi si orientavano con le stelle), mentre un tabellone elettronico mostra le principali rotte dei porti del Mediterraneo. Il percorso espositivo si conclude con un excursus sulla dura vita di bordo, sia per i marinai che per i viaggiatori, dall’abbigliamento ai bagagli, fino alle abitudini alimentari, ai culti e alle superstizioni. —
Francesco Loi
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