Sicurezza
Jarmusch, un affresco horror con un cast d’eccezione
FRANCESCA LENZI
«In questa tranquilla cittadina qualcosa di terrificante sta arrivando». La voce profonda e solenne, che introduce il trailer del nuovo film di Jim Jarmusch, strizza l’occhio allo spettatore più navigato nell’horror, per poi spiazzarlo in un plot narrativo surreale. “I morti non muoiono”, presentato a Cannes, in sala da oggi, segna il ritorno di Jarmusch al cinema di genere, dopo il precedente “Solo gli amanti sopravvivono”. In quel caso protagonisti erano i vampiri, immortali calati in un mondo in disfacimento. Testimoni smarriti, più che pericolo letale per l’umanità, di un tempo senza fine, immobile e ripetitivo. Anche quest’ultima incursione nel genere risponde allo stile di Jim Jarmusch, solo apparentemente svagato mentre riprende una società contemporanea alienata e senza speranza, frutto del disincanto originato dal tradimento del mito americano. Le storie di Jarmusch sono abitate da personaggi ai margini, in perenne squilibrio e incapaci di trovare un’adeguata collocazione all’interno di un mondo alla deriva. I vampiri decadenti di “Solo gli amanti sopravvivono” vengono adesso sostituiti dai morti viventi, figura mitica e intramontabile del genere horror, riflesso stralunato del modello metaforico jarmuschiano. Stavolta il regista di Daunbailò va oltre e presenta al pubblico lo zombi in carne (putrefatta) e ossa, ricorrendo agli stereotipi della categoria. Ecco allora che in una tranquilla cittadina chiamata Centerville, si inizia a morire per mano, e morsi, dei non morti, per un’epidemia scatenata dal riscaldamento globale con tanto di spostamento dell’asse terrestre. La faccenda scombussola giorno e notte, vita e morte, e dalla terra nuda e fredda, scavando tenacemente, spuntano le mani degli zombi. A difendere Centerville c’è la polizia locale, con un trio stravagante: il commissario Cluff Robertson (interpretato da Bill Murray) e gli agenti Ronnie Peterson (Adam Driver) e Minerva Morrison (Chloë Sevigny). Di fronte a due cadaveri mutilati e alla teoria della bestia selvatica, è proprio Ronnie, esperto del genere, ad affermare seraficamente: «Io credo zombi». Jarmusch, che si avvale della fotografia di Fred Elmes – suo collaboratore e, a più riprese, anche di David Lynch – mette in scena un cast stellare. Oltre a Murray, Driver e Sevigny, torna la precedente vampira Tilda Swinton, qui nel ruolo di una particolare impresaria di pompe funebri, armata di katana. Ci sono poi Danny Glover, la giovane Selena Gomez e Steve Buscemi, oltre ai musicisti Tom Waits e Iggy Pop, rispettivamente Bob l’eremita e morto vivente. —
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