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I tormenti di Botticelli svelati dal restauro della pala di S. Ambrogio «Quante correzioni...»

GABRIELE RIZZA
I tormenti di Botticelli svelati dal restauro della pala di S. Ambrogio «Quante correzioni...»

L’Opificio delle pietre dure ha scoperto diverse modifiche Il dipinto, realizzato nel 1470, tornerà nella sala della Primavera

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GABRIELE RIZZA

Inarrestabile Eike Schmidt. Il direttore degli Uffizi invita i protagonisti del festival rock che stasera accende i motori alle Cascine a visitare gli Uffizi («il museo più trendy d'Italia, e chi più rock di uno come Caravaggio?») e non dimentica i compiti istituzionali.

Così dopo il “Gioco della Civetta” di Giovanni Battista Capezzuoli a Boboli, ecco un nuovo prestigioso restauro: “La Madonna con bambino e santi” di Botticelli, che testimonia di un grande tormento creativo dell'artista.

Si tratta infatti di un dipinto rimaneggiato profondamente fino alle fasi più avanzate di realizzazione, con interventi in alcuni casi visibili ancora oggi ad occhio nudo. Personaggi che cambiano posizione, un’ intera porzione del pavimento sostituita dalla pedana su cui poggia il trono della Vergine, la protagonista dell’opera, dita che scompaiono e persino occhi che, al contrario, appaiono in punti dove non dovrebbero essere, segnalando, evidentemente, modifiche delle posizioni e della postura dei personaggi. Sono solo alcuni degli elementi che mostrano i dubbi del giovane Botticelli, durante la realizzazione di uno dei suoi primi capolavori (nonché sua prima commissione di rilievo), la Pala di Sant'Ambrogio, raffigurante la Madonna con bambino e santi, dipinto nel 1470, all'età di 25 anni. La scoperta è stata effettuata all'Opificio delle Pietre Dure, dove la tavola si trovava dal 2018 in restauro. Sottoposta ad un'ampia campagna diagnostica, l’opera ha rivelato un numero sorprendente di ripensamenti sostanziali, sia nella fase della pianificazione del disegno, sia nella stesura pittorica, fatto questo, assai insolito per il periodo. «Dopo le rivelazioni emerse con lo spettacolare restauro dell’Adorazione dei Magi di Leonardo - ha sottolineato Schmidt – e dopo le scoperte fatte sulla Santa Caterina di Artemisia Gentileschi, l’Opificio ci offre un altro esempio degli altissimi livelli raggiunti dalla ricerca scientifica sulle opere d’arte». La pala nei prossimi giorni tornerà nella sala della Primavera agli Uffizi. —

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