Sicurezza
Successi e fallimenti di Vittorio Cecchi Gori: «Rifarei tutto»
«Sono rimasto figlio, sono rimasto figlio». Vittorio Cecchi Gori lo dice più volte ora che è tornato da Palazzo Borghese in quella casa romana dei suoi genitori ai Parioli, «un appartamento – dice – figlio de “Il sorpasso” e dove ogni tanto mi sembra di veder comparire il babbo e la mamma».
Classe 1942, produttore cinematografico e figlio del leggendario Mario Cecchi Gori, Vittorio, un passato tra successi, politica, fallimenti, scandali, droga e gossip, ora sembra davvero pacificato, sereno dopo l’ictus che lo ha colpito poco meno di due anni fa. Accoglie i giornalisti nel salone della casa ai Parioli con vista mozzafiato, dove campeggiano tre Oscar, Leoni d’Oro e Nastri d’argento. Occasione dell’incontro è la fine riprese del docu-film “Cecchi Gori, di Vizi e di Virtù” diretto da Simone Isola e Marco Spagnoli e prodotto da Giuseppe Lepore, con al centro la storia unica della famiglia Cecchi Gori. Un documentario dedicato al fotografo Pietro Coccia, recentemente scomparso, e girato quasi totalmente nella casa del produttore. Lo vedremo forse a settembre al Festival di Venezia.
Prime parole di Cecchi Gori, dopo la visione di qualche spezzone del documentario: «Rifarei tutto quello che ho fatto. Sono sempre stato coerente con le mie idee e non accettare prepotenze è stato più forte dei miei interessi materiali». E poi qualche considerazione sul suo lavoro di produttore «in cui – sottolinea – c’è stato a un certo punto un conflitto naturale tra cinema e televisione e, alla fine, purtroppo ha vinto quest’ultima». E ancora su quello che è avvenuto nel settore spiega: «Oggi il produttore non è più indipendente, ma solo una specie di dirigente televisivo. Mio padre ed io non solo mettevamo i soldi, ma davamo il nostro contributo, suggerivamo. Eravamo produttori che potevano pretendere i diritti creativi alla Siae». Mentre ricorda come il padre Mario non fosse d’accordo sulla morte di Trintignant ne “Il sorpasso” e lui stesso su quella di Troisi ne “Il postino”, Vittorio mostra una foto in bianco e nero di lui e Marco Risi ragazzini a Sabaudia: «Eravamo lì mentre i nostri padri facevano i film».
Nel docufilm, come spiegano i registi, si assiste agli incontri «con coloro che, nonostante tutto, sono rimasti accanto a Vittorio: dai vincitori dell’Oscar Roberto Benigni e Giuseppe Tornatore ai campioni di incassi Leonardo Pieraccioni e Carlo Verdone, agli amici Lino Banfi e Marco Risi. Ci sono poi i grandi allenatori e campioni della Fiorentina, passione di famiglia, Giancarlo Antognoni, Claudio Ranieri, Roberto Mancin». Protagonista di tanti pettegolezzi, anche per le sue tempestose storie d’amore, da Rita Rusic a Valeria Marini, non ama il gossip: «È un ingrediente meraviglioso, ma alla fine è solo il contorno».
L’eterno figlio Cecchi Gori mostra solo un attimo di sbandamento quando, intervistato da Marco Spagnoli, racconta il doloroso arresto nel 2008 davanti al figlio: «Tutto sommato – dice nel filmato – l’ho vissuto bene, sono stato sereno. Era una follia passare da Palazzo Borghese, dove abitavo, a Regina Coeli. Se ci ripenso mi do una medaglia da solo e mi dico: ho resistito bene». —
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