Il Tirreno

Sotto le stelle di Pistoia c’è Ben Harper

Gabriele Rizza
Ben Harper
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Ben Harper

Il chitarrista californiano chiuderà col botto l’edizione numero 40 della rassegna blues: cinque serate per appassionati

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PISTOIA. Con questa fanno 40. Tante sono le candeline sulla torta del Pistoia Blues, veterano e sempre verde appuntamento con quella che una volta si chiamava la “musica del diavolo”. Di queste 40 candeline, 35 le ha accese Giovanni Tafuro: «Le cose cambiano e anche il festival si rinnova- spiega - ma il processo di svecchiamento avviato negli ultimi anni non significa abbandonare le radici del blues, piuttosto di adattarle alle nuove panoramiche della musica globalizzata, la sua vena per forza di cose si è consumata, inaridita, ha perso i suoi simboli e i suoi campioni, quegli stessi artisti che su questo palco nel corso degli anni si sono esibiti. Allora esplorare altri territori, indie, hard rock, new folk, soul, diventa necessario, uno stimolo e una sfida per andare avanti, per abbracciare nuovi pubblici, coinvolgere altri musicisti e aprire nuove strade, senza perdere di vista la matrice originaria».

Come sarà allora il festival numero 40? «Direi equilibrato – sintetizza Tafuro – in bilico fra tradizione e innovazione, ma con una impronta decisamente più blues rispetto alle ultime edizioni».

Certo a scorrere i cartelloni, di storia in piazza Duomo in questi decenni, ne è passata un'infinità. Bastano alcuni nomi, da B.B. King a David Bowie, da Frank Zappa a Carlos Santana, da Bob Dylan ai Pearl Jam, da Van Morrison a Stevie Ray Vaughan, da Skunk Anansie a Patti Smith, per rendersi conto della risonanza internazionale della vetrina pistoiese. Che anche stavolta, dal 5 al 10 luglio, sforna una sequenza di prim'ordine. Primi a salire sul palco sabato 6 saranno i “Thirty Seconds To Mars”, la band fondata da Jared e Shannon Leto nel 1998 a Los Angeles, celebre per il suo hard rock avveniristico, ruggente di simbolismi e sonorità estreme, che nell'occasione abbina le hit del passato con le canzoni del nuovo album, “America”. Domenica 7 le atmosfere si colorano di sfumature azz blues con due chitarristi che non hanno bisogno di presentazioni: Robben Ford (già con Miles Davis, George Harrison, Joni Mitchell tra gli altri) e Eric Gales, col suo stile ruvido da cantautorato black che da Jimi Hendrix risale fino a Carlos Santana (con il quale ha pure collaborato), definito da Joe Bonamassa il miglior chitarrista al mondo. In apertura di serata si esibiranno Michele Beneforti, chitarrista toscano, da tempo attivo a Los Angeles, e Maurizio Pirovano, reduce dal successo di "Il tempo perduto", premiato come Migliore Album Rock 2017. Nella terza serata, lunedì 8, il baricentro del festival varca la Manica per incontrare Noel Gallagher, espressione massima di quel sound che ha caratterizzato la scena britannica degli ultimi 25 anni, che sale sul palco di piazza Duomo insieme agli “High Flying Birds”, la band che lo accompagna da anni e con cui ha inciso il recente “Who Built the Moon?”. La chiusura del festival 2019 è col botto. Martedì 10 infatti, cala il sipario nel segno di Ben Harper, che arriva a Pistoia con la sua storica band, gli “Innocent Criminals”, per un concerto che incarna il blues e la sua evoluzione attraverso il soul, il rock, la musica acustica. Una sequenza torrenziale e incendiaria di canzoni, un concentrato emotivamente imperdibile, tratte dal suo vastissimo repertorio e da cover di Marvin Gaye e Bob Marley. Informazioni e programma completo su www.pistoiablues.com.

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