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MiTo, Zubin Mehta apre una rassegna dedicata alle geografie e ai “muri”

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MILANO. Sarà la Israel Philharmonic Orchestra diretta dall'indiano Zubin Mehta (foto sopra) con la pianista argentina Martha Argerich ad aprire alla Scala di Milano il prossimo 3 settembre la tredicesima edizione del festival MiTo. Un'apertura cosmopolita per una manifestazione che quest'anno ha come tema che unisce tutti i 128 concerti in programma fra Milano e Torino le “Geografie”.

Tema coraggioso, secondo il sindaco di Torino Chiara Appendino. Di certo non banale in tempi di globalizzazione, digitalizzazione e sovranismi. «Quello dell'identità - ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala - è un tema rilevante che a volte viene svilito in proposte di confini e muri». Un muro che MiTo vuole sicuramente abbattere è quello fra chi va ai concerti e chi non lo fa.

Per allargare il pubblico, gli spettacoli avvengono in centro e in periferia, spesso con ingresso gratuito o con una spesa irrisoria per ascoltare alcune delle più importanti orchestre (o solisti) del mondo. E visto che i concerti sono creati appositamente per il tema scelto si tratta di “concerti che non si possono ascoltare altrove”. In alcuni casi delle prime. A MiTo ci sarà ad esempio la prima europea di Perpetulum composizione commissionata dal festival (e da cinque istituzioni Usa) a Philip Glass ed eseguita dai Third Coast Percussion.

Giovanni Sollima farà un viaggio con il suo violino nel Folk Cello. L'orchestra del teatro Regio diretta da Marin Alsop dedicherà le sue esibizioni alla Mitteleuropa con un programma brahmsiano che include le danze ungheresi. La Filarmonica della Scala invece sotto la direzione di Wyung-Whun Chung esplorerà le diverse anime della Russia: quella malinconica (con la Patetica di Cajkovskij) e quella vitalista del terzo concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninov con il solista Alexander Romanovsky. Al Cammino di Santiago è invece ispirato Path of Miracles, brano di Joby Talbot in prima esecuzione italiana.

Di nuove geografie si occuperà invece la Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Juri Temirkanov con la prima sinfonia di Mahler accostata a Larghetto for orchestra di James MacMillan (anche questa in prima italiana).

Ma questi sono solo alcuni degli appuntamenti del denso programma del festival realizzato con 4 milioni di euro di cui 275 mila euro di contributo statale. «Lunga vita a MiTo» ha detto la presidente Anna Gastel: la manifestazione continuerà anche nei prossimi anni. —

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