Gioco
In mostra a Palazzo Pitti lo splendore barocco degli arazzi dei Medici
Esposti gli otto capolavori voluti da Cosimo e Ferdinando Restaurata anche la statua del “Villano con la botticella”
«Per celebrare il quinto centenario della nascita di Cosimo I de’ Medici – sottolinea il direttore degli Uffizi Eike Schmidt – una mostra di arazzi è quanto di più adatto: fu lui infatti a fondarne la manifattura nel 1545. I pezzi ora esposti, tessuti all’epoca del nipote Ferdinando II, ci offrono un excursus encomiastico sulla figura e sull’opera del sovrano, con una sequenza di episodi che esaltano la centralità del ruolo di Cosimo nella storia della dinastia medicea e del governo della Toscana».
Ed eccoli allora questi maestosi manufatti, che misurano da cinque fino a otto metri di lunghezza, che collocati nella Sala Bianca e nell’adiacente Sala delle Nicchie di Palazzo Pitti, ricostruiscono l’antico allestimento della Sala di Saturno, che era il cuore del potere del sovrano, riservata alle udienze segrete del granduca Ferdinando, che con questa commissione legittimava e nobilitava il proprio governo, rendendo omaggio al suo illustre predecessore. La cui vita pubblica e le gesta più significative (dall’ascesa al potere, al consolidamento del dominio sulla Toscana, alla trasformazione urbanistica e architettonica di Firenze, ai rapporti con il potere pontificio e alla creazione di un ordine cavalleresco) rivivono cronologicamente in questi splendidi “fotogrammi”, disegnati da pittori di fama, in un trionfo decorativo tutto barocco, che anticipava i fasti delle più grandi regge europee, per un’apoteosi del potere mediceo.
All’epoca, degli otto arazzi tessuti ne furono appesi soltanto sei, identificati dalle misure. La serie si completa ora con l’esposizione degli ultimi due, riportanti episodi attinenti ai rapporti con le monarchie europee.
Sempre nella Sala delle Nicchie, ultimo tassello del trittico in onore di Cosimo aperto agli Uffizi con l’esposizione sui “Lanzichenecchi”, si può ammirare il “Villano con la botticella”, la prima statua collocata a Boboli, realizzata da Giovanni di Paolo Fancelli su disegno di Baccio Bandinelli, recuperata alla sua antica magnificenza dopo un accurato intervento di restauro. Acquistato dalla consorte di Cosimo, Eleonora di Toledo, nel 1550, Palazzo Pitti divenne nel tempo la nuova residenza dei granduchi, con il suo parco che si impose come modello per le regge di tutta Europa. A Boboli nacque la moda della scultura da giardino dell’epoca moderna, che poi sarebbe stata chiamata “di genere”. E di cui questo “Villano”, scolpito nel 1557, è il capostipite.
Mostra a cura di Lucia Meoni e Alessandra Griffo. Catalogo Sillabe editore. Fino al 29 settembre. —
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