Il Tirreno

L’amore “A Mezzanotte” al Goldoni: tutti in piedi per il nuovo spettacolo dei Mayor Von Frinzius

Rosanna Harper
Gli attori della compagnia inclusiva in scena (foto di Paolo Bonciani, concessa dai Mayor)
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Gli attori della compagnia inclusiva in scena (foto di Paolo Bonciani, concessa dai Mayor)

Livorno, «Le cose accadono che tu lo voglia o no»: grande successo della compagnia inclusiva diretta da Lamberto Giannini 

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LIVORNO. Capelli che volteggiano sul palco, piedi che si muovono seguendo la musica, mani che si agitano, corpi che vibrano insieme. Divertimento, riflessione, momenti in cui si ride e momenti in cui ci si emoziona, fino alle lacrime. Spunti politici e parole rivolte all’amore, che fanno vibrare di gioia e di dolore, perché non c’è niente di più bello che innamorarsi, e di più doloroso che perdere il proprio amore. Sorretti dalla immagine di Pier Paolo Pasolini, il cui sguardo vivo e riflessivo si rivolge verso il numeroso pubblico, gli attori della Mayor Von Frinzius, compagnia teatrale inclusiva composta da circa 80 attori disabile e non, hanno dato vita a “A mezzanotte, Parerga & Paralipomena”.

La cornice è quella del Teatro Goldoni: due ore di sogno. Di qui e ora. Gli attori in scena sono stati coadiuvati dalla regia di Lamberto Giannini. Una grande luna luminosa, come in un sogno, sovrasta il palco allestito da un lettone e da un albero spoglio. È Whole Lotta Love dei Led Zeppelin ad aprire lo spettacolo, mentre la voce di una attrice, parlando della compagnia, dice: «Perché qui non mi sento giudicata, pensa a che cosa dovevano aver pensato gli attori quando la platea si è aperta per la prima volta». Un’altra attrice passa in rassegna i titoli degli spettacoli della compagnia diretta dal prof Giannini: «una compagnia teatrale – spiega la voce di un’ altra attrice – che nasce da una urgenza, che è inclusiva ed esclusiva allo stesso tempo, un insieme di corpi che si fondono, formando una unità, ciascuno mantenendo la propria individualità. Siamo realtà scomoda, dura, in cui trova esaltazione la fragilità».

Lo spettacolo, poi, entra nel vivo. «A mezzanotte senti quei rumori in giardino? Sentite i figli della notte, questa è la loro musica, quanto manca all’alba?», chiede qualcuno dal palco, mentre le urla degli attori risuonano forti a teatro. Sulla musica martellante dei Prodigy si parla di indignazione: «Io sono indignato di chi si indigna perché non riesce più a farlo», si sente. Si ride durante lo spettacolo come quando un attore che interpreta un novello Hegel, forte delle suo ruolo di filosofo, fa strage di cuori.

C’è un momento in cui gli attori salgono sul palco, tutti vestiti in maniera diversa, chi col velo da sposa, chi con l’uniforme da vigile del fuoco: «vestiti alternativi – spiega un attore con ironia – perché a Livorno sono tutti comunisti, sono tutti compagni». In una riflessione piena di speranza si sente ripetere: «Vortice sono il suo sorriso, i suoi occhi, non si può negare l’amore, la felicità. Le cose accadono che tu lo voglia o meno». Lo spettacolo è pieno di musica, balli, colori; si parla di disabilità, ma senza vittimismo o pietà. Arriva il momento della conclusione: gli attori passano tra il pubblico, ballano e invitano a ballare. Una voce chiude con una frase sognante: «Il mattino torna sempre dopo la mezzanotte, e allora perché non ti innamori più?». Il regista sale sul palco, ringrazia i suoi attori, lo staff, Marco Leone del teatro Goldoni. Ringrazia Paolo Ruffini e anche Igor Protti, seduto in platea, perché, dice “« bello credere in qualcosa». Il pubblico è in piedi, una standing ovation.


 

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