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Inediti, duetti e “quasi live” Irene Grandi esagera per i 25 anni di carriera
FIRENZE. Venticinque anni di carriera sono una cifra importante, un traguardo che merita una celebrazione. Così Irene Grandi ha deciso di festeggiare con un disco che fosse cerniera tra passato e presente/futuro. L’album “Grandissimo” è composto da tre “capitoli”: il primo dal titolo “Inedita” presenta 5 nuovi brani, il secondo, “Insieme”, è una raccolta di duetti su brani storici e cover, il terzo “A-Live” riporta l’energia di un live con brani noti del suo repertorio. «25 anni – dice una vulcanica Grandi – sono passati in un attimo. Avevo voglia di raccoglierli e raccontarli in modo diverso così da dare una fotografia di ciò che sono stata, come un mosaico in cui si compone la mia carriera che non è fatta solo di rock e pop». Iniziando dal capitolo zero Irene spiega che «ci sono delle canzoni nuove che ho scritto negli ultimi anni e che sono frutto delle diverse esperienze fatte. Altri due brani invece sono scritti da giovani autori che mi sono sentita subito “addosso”. Il capitolo 1 – prosegue – raccoglie dei duetti inediti e altri con cantanti e artisti con cui ho già collaborato, come Carmen Consoli, Mannoia e Bertè, mentre Levante è un’artista che mi piace molto e che fa anche cose diverse. Lavorare con Sananda Maitreya (aka Terence Trent D’Arby ndr) è stato come realizzare un sogno. Lui era uno degli artisti che ascoltavo a inizio carriera e che mi ha ispirato. Non poteva poi mancare l’amico Bollani con cui ho una collaborazione stretta. I brani di questa sezione sono stati scelti proprio in base alle caratteristiche dell’ospite. Infine – aggiunge – Il capitolo conclusivo riporta l’energia del live. Le basi musicali sono vecchie registrazioni di concerti, su cui ho reinciso i cantati quasi in modalità live e che riportano il mio modo di cantare dal palco». Tre anime diverse compongono questo disco e rappresentano un po’ la visione della musica secondo Irene, che in questo quarto di secolo ha percorso strade diverse. «Credo di aver mostrato di essere multiforme ed eclettica, non mi sento un’artista monolitica. Per questi 25 anni non posso dire se ho fatto bene o male ma negli ultimi 10 anni rivendico la mia scelta di libertà, con il coraggio di esplorare le mie sfaccettature. Sono orgogliosa di aver fatto un primo periodo in cui mi sono costruita un’identità, diventando così da diamante grezzo a uno sfaccettato. Potevo restare un “diamantone” facendo scelte consuete e prevedibili. Ho preferito invece essere ciò che sono con progetti diversi. E questo “Grandissimo” celebra la libertà di fare ciò che preferisco».
Per il futuro invece l’artista fiorentina ha meno certezze. «Faccio un passo dopo l’altro, non so cosa arriverà. L’apertura verso i nuovi autori aiuta a rinnovarsi portando idee e freschezza. In futuro non so se approfondiremo. Credo che le cose devono accadere da sole. L’importante – conclude - è la qualità, non un genere da seguire». Irene Grandi dal 22 giugno sarà in tour con le canzoni di questo disco e altri successi. Il 12 dicembre il tour si concluderà al Teatro Verdi di Firenze con una grande festa.
Luca Trambusti
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