Lutto
Dante e Pinocchio, avanza la strana coppia che punta a conquistare il turismo globalizzato
Inaugurato nel centro di Firenze il museo voluto dalla Fondazione Collodi, nel progetto anche la casa editrice Giunti
FIRENZE.La posizione è a dir poco strategica nel centro di Firenze: via Ricasoli. Come dire il corridoio che dal Duomo tira dritto fino alla Galleria dell'Accademia, la casa del David di Michelangelo. Per il flusso ininterrotto di turisti che la percorre tutti i giorni, si apre da oggi un nuovo punto di sosta e di attrazione. E' il “Dantocchio”, nome bizzarro che veicola nella sua sintesi ruspante, dal tono confidenzial-vernacolare, due padri nobilissimi della toscanità: il sommo Dante Alighieri e Carlo Lorenzini, in arte Collodi, l'inventore di Pinocchio.
Come nasce il progetto. L'idea di un tale abbinamento, di certo ardito, come sostanzioso tassello al costituendo Parco Policentrico che si irradia da Collodi nel nome di Pinocchio, è frullata a lungo nella testa del presidente della “Fondazione Nazionale Carlo Collodi”, Pier Francesco Bernacchi. Che ora, sottoscritto il progetto anche da Giunti Editore (all’inaugurazione era presente anche Sergio Giunti), Capitale Cultura Group, Club Santa Chiara, Ghinato & Associati, può esternare la sua soddisfazione: «Abbiamo fatto per Firenze quello che finora la città non aveva fatto: portare in primo piano, proiettandoli nel futuro attraverso le moderne tecniche di comunicazione, due icone della cultura italiana e fiorentina nel mondo, come appunto Pinocchio e Dante. Un prodotto innovativo di alta qualità che si aggiunge ai tanti che abitano Firenze e che ne fanno una città unica al mondo».
«Un progetto - prosegue Bernacchi - che arricchisce e completa l’offerta museale di una città dalla forte vocazione culturale e turistica come Firenze. Prima di arrivare in via Ricasoli, avevo visitato altre 98 possibili location. La ricerca è durata sei anni. Ora finalmente, in maniera anche un po' inattesa, al novantanovesimo gradino ci siamo fermati. Impossibile avere di meglio».
L’azzardo di una coppia inedita. Quello che per esteso si chiama “Pinocchio e Dante multimedia museum experience”, è un percorso immersivo nella fantasia generata dai due titolari dell'impresa. Un itinerario che sposa la full immersion dell'elaborazione digitale con la modulazione classica della mostra figurativa, espressa nel piano interrato dai grandi affiche di Silvano Campeggi, in arte Nano, dove il burattino duetta con le stelle del cinema, da Silvana Mangano a Fred Astaire. I due dispositivi non interagiscono ma convivono. Come Dante e Pinocchio, a dimostrazione che l’abbinamento è più una giustapposizione, giustificata essenzialmente dall’essere entrambi fiorentini e famosi nel mondo. Oltre che dal naso, a cui allude esplicitamente il logo del “museo”. Ai due protagonisti è infatti riservato nell’esposizione uno spazio autonomo, prima l'uno poi l'altro, la selva oscura e il pescecane, una sequenza immaginifica di luci, suoni, colori, visioni, destinata a suggerire e scatenare nel visitatore lampi di suggestioni e terremoti di sorpresa. Con l'augurio che ciò possa anche servire ad alimentare, soprattutto nei giovani e negli studenti, una curiosità e uno stimolo in più per approfondire il campo artistico, letterario, semantico nel quale appunto si trovano immersi.
La sede e l’esposizione. Palazzo Gerini, dove c'era la biblioteca della giunta regionale toscana, ora trasferita in piazza della Stazione, è pronta da oggi ad accogliere Dantocchio e a trasformare il visitatore nel protagonista vivente delle avventure di Pinocchio, consentendogli altresì di accompagnare Dante nel suo viaggio ultraterreno.
Concepito come una sorta di scatola magica, eco e calamita, il Dantocchio è scandito da sette aree tematiche distinte: oltre alla Pinocchio e alla Divina Commedia Experience, trovano posto lungo il suo cammino il bookshop, il cortile della ricreazione, la sala proiezioni con spezzoni e filmati dedicati ai due compagni di avventure, la sala degli specchi e lo spazio galleria destinato alle mostre. Per attraversarle tutte ci vogliono 14 euro (biglietti ridotti a 10).
Per saperne di più si può visitare il sito www.dantocchio.it
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