Il Tirreno

cinema 

Remake Usa di “Perfetti sconosciuti”, film dei record

Remake Usa di “Perfetti sconosciuti”, film dei record

Genovese: «È piaciuto a Charlize Theron, si farà e lo dirigerò io». Ma prima una storia sulle coppie: senza Salvini e Di Maio...

2 MINUTI DI LETTURA





ROMA. Un film «sulle coppie, che ho iniziato a scrivere da un mese», il remake americano di “Perfetti sconosciuti”, «che mi hanno chiesto di dirigere» e la serie da “Tutta colpa di Freud” che sta entrando in fase di casting. Sono fra i nuovi progetti di Paolo Genovese, protagonista lunedì di “Caravaggio incontri”, al Cinema Caravaggio di Roma. Autori e registi prima si raccontano e poi introducono la proiezione di un loro film al quale si sentono particolarmente legati: Genovese ha scelto “Una famiglia perfetta" del 2012. «Ci tengo molto - dice - lo considero uno dei miei più belli». Il cineasta, nella conversazione con Laura Delli Colli e gli spettatori, mescola riflessioni, ricordi e aneddoti divertenti, come quello sul remake Usa di “Perfetti sconosciuti”: «E' iniziato tutto da Charlize Theron. Ha visto il film durante un volo, gli è piaciuto molto e si è convinta se ne potesse fare un remake. Così ho ricevuto una chiamata da Hollywood in cui mi chiedevano di andare a Los Angeles per un incontro. Gli ho risposto che ero sul Lungotevere e non mi veniva proprio facile. Poi ci siamo visti più volte con il produttore che ha acquisito i diritti dopo il fallimento della società di Weinstein (che se li era assicurati inizialmente, insieme a Leonardo Di Caprio, ndr). E' ancora tutto in una fase embrionale. Per ora gli americani stanno fantasticando sul cast ideale, e quando parlano fanno solo i nomi, tipo Bradley, Natalie, Charlize... vedremo».

Il progetto è un'ulteriore consacrazione per “Perfetti sconosciuti” che è stato venduto in 85 Paesi ed ha già originato 18 remake: «Il mese prossimo entreremo per questo nel Guinness dei primati - dice il regista - Io ne ho visti sei o sette, e mi sembrano tutti orrendi. Ma è normale, dopo aver lavorato tanto sulla sceneggiatura, soffri a vedere scene cambiate e battute tagliate». Il segreto del film? «Penso sia stato una sorta di autoanalisi collettiva su un momento di cambiamento profondo della società e della nostra vita, con il cellulare che diventa il fulcro di tante cose». Tra i progetti internazionali c'è anche l'adattamento del suo romanzo “Il primo giorno della mia vita”: «Diventerà un film ambientato a New York ma la preparazione richiede ancora tempo, per questo ho pensato di girare prima il film in Italia sulle coppie». All'indomani delle elezioni, si dice «non contento di questa Italia, per niente, ma non ho mai pensato di dare molto spazio alla politica nei miei film. Mi piace raccontare storie assolute che prima di tutto emozionino e in cui ci si identifichi. Potete stare sicuri che nel film sulle coppie non entreranno - conclude scherzando - né Salvini né di Maio».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa