Gioco
Marmo, ferro, neon e il genio di tre artisti: così il paese gioiello diventa un museo
A Ghizzano, nel comune di Peccioli, inaugurate le installazioni permanenti di Alicja Kwade, David Tremlett e Patrick Tuttofuoco, ispirato dal Gozzoli
PECCIOLI. Un’intera strada diventa opera d’arte e fa del paese di Ghizzano un esempio unico al mondo. E se alla Biennale di Venezia le gigantesche mani di Lorenzo Quinn si intrecciano per disegnare un simbolico ponte per superare le divisioni, le mani installate a Ghizzano creano un ponte tra l’arte antica di Benozzo Gozzoli e la visione attuale dell’arte. Da mercoledì, il piccolo paese del comune di Peccioli che conta meno di 400 abitanti, sulle colline dell’Alta Valdera, è teatro e museo di un’operazione culturale che non ha niente da invidiare a quelle messe in cantiere dalle capitali dell’arte.
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Perché dà spazio a tre artisti di fama internazionale, chiamati per la prima volta a lavorare insieme per giocare con la nostra immaginazione. Un invito a ripensare il nostro modo di guardare la realtà, che passa non solo dalla scelta dei “borghi dipinti” ma anche dall’interazione tra arredo urbano e installazioni-opere d’arte. Le opere permanenti realizzate da Alicja Kwade, David Tremlett e Patrick Tuttofuoco per Ghizzano, inaugurate ieri, alla presenza degli artisti, si inseriscono nell’ambito di una strategia culturale che ha preso avvio alla fine degli anni Novanta ed è a tutt’oggi in pieno sviluppo, dice il sindaco Renzo Macelloni. «Il nostro progetto, curato da Antonella Soldaini, non ha precedenti: un’intera strada diventa un pezzo unico, da ammirare, come un vero museo a cielo aperto».
Tre artisti contemporanei, diversi per linguaggio e generazione di appartenenza, ma accomunati dalla sensibilità verso il tema dell’opera pubblica, della riqualificazione degli spazi urbani. La polacca Kwade, selezionata, tra altri, per creare una installazione per il Rooftop del Metropolitan Museum di New York, ha ideato per Ghizzano SolidSky, una scultura realizzata con la pietra Azul Macaubas, proveniente dal Sud America, composta da due elementi: un grande blocco cubico (nel giardino del santuario dell’Annunziata) scavato al suo interno e una sfera dalla superficie perfettamente liscia. Via di Mezzo è stata rivista dall’artista inglese Tremlett, intervenuto sulle facciate delle case. «Ho deciso di utilizzare per un lato della strada il verde, perché mi piaceva l’idea di portare un po’ del paesaggio circostante all’interno della strada», ha raccontato l’artista. Tuttofuoco, ha realizzato tre lavori Elevatio corpus, disposti in alcuni punti nevralgici di Ghizzano, ispirati da un ciclo di affreschi di Gozzoli, attivo a Legoli durante la peste del 1479. Una contaminazione presente nei dettagli delle sculture realizzare in materiali diversi, marmo, neon (all’ingresso del paese) e ferro.
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