Il Tirreno

firenze 

La collezione Casamonti a palazzo Salimbeni

Gabriele Rizza

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FIRENZE. Sempre più negli ultimi anni la storia dell'arte a Firenze esce dalle griglie del Rinascimento e imbocca spavalda i sentieri della contemporaneità. Anche grazie all'intraprendenza e al coraggio di Roberto Casamonti, collezionista e gallerista di antico e modernissimo stampo, che ha deciso di mettere al servizio della città il suo ingente patrimonio novecentesco. Che trova dimora e visibilità in uno spazio squisitamente fiorentino, collocato al piano nobile di Palazzo Bartolini Salimbeni. Sotto la cura di Bruno Corà, la parte più significativa della Collezione Casamonti, divisa in due grandi nuclei temporali, vi si installa a rotazione. Chiuso l'itinerario di un Novecento firmato Balla, Sironi, Morandi, de Chirico, Casorati, Fontana, Picasso, Leger, Klee, Chagall, Ernst, Kandinsky, si accende da oggi la seconda fase, un percorso che dagli anni ’60 arriva ai giorni nostri. Aperto da una spettacolare mappa di Alighieri Boetti e riflesso nell'ambiguità visiva della “Persona in piedi” di Michelangelo Pistoletto, il percorso infila 80 pezzi, dipinti e sculture, ma anche installazioni, video e foto. In questa seconda tornata spiccano alcuni tra i più autorevoli protagonisti di quella koiné linguistica definita “Arte Povera”. Un elenco che da Marina Abramovic arriva a Gilberto Zorio, passando, fra i tanti, per Basquiat, Cattelan, Ceroli, Chia, Christo, Clemente, Cragg, Haring, Kapoor, Kiefer, Kounellis, Melotti, Merz, Paladino, Pascali, Penone, Pomodoto, Spoerri, Viola Warhol. Catalogo Forma. Info www.collezionerobertocasamonti.com e 055 602030. —

Gabriele Rizza

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