Il Tirreno

Livorno e l’ambiente da salvare, la scienza fra teatro e cabaret fa il tutto esaurito

Cristiana Grasso
Livorno e l’ambiente da salvare, la scienza fra teatro e cabaret fa il tutto esaurito

Livorno, con il geologo Tozzi star tv e il comico Vergassola ultima tappa di Scenari di Quartiere con la sala conferenze dei Pancaldi stracolma. «Questa città? Più turistica di Pisa»

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LIVORNO. È un po’ una conferenza, un po’ uno spettacolo, un po’ una lezione di buone pratiche ambientali. Sul mare (nella sala conferenze dei Pancaldi) per parlare soprattutto di mare, mare violato e avvelenato dagli uomini, ma non solo mare. Ma soprattutto è un evento che “fa pubblico” grazie al suo mix, grazie ai protagonisti che sono due personaggi “mediatici” ossia Mario Tozzi (geologo e divulgatore scientifico molto televisivo) e Dario Vergassola (comico-autore con buone dosi di vetriolo sotto l’apparente mitezza).Titolo “Italia intatta tour”per la rassegna “Scenari di Quartiere-inverno” che con questo affollatissimo appuntamento ha chiuso il cartellone della stagione vantando un costante tutto esaurito. E anche ieri scenario da più che tutto esaurito, fila fuori fin dalle sette di sera, un sacco di persone rimaste fuori perché la sala era già gremita alle 20.30, mezza giunta comunale presente ma anche centinaia di persone che non volevano perdersi questo viaggio nei luoghi più belli, e a volte meno rispettati prima di tutto da chi li abita, d’Italia.

Mario Tozzi fa da guida mentre sul grande schermo scorrono le immagini, con quello stile da teatro di narrazione che fa di ogni tappa una storia. Il Giglio, Giannutri, l’Elba, scempi edilizi, quella foca monaca che era meglio non proteggere per evitare di diventare parco e dover rinunciare a sfruttare il territorio, il guadagno facile subito invece dell’investimento sulle ricchezze naturalia lungo termine. Esempi su esempi di delitti dell’uomo ai danni della natura e soprattutto di se stesso, dalla persecuzione del upo che se lasciato in pace limiterebbe la riproduzione dei cinghiali alla cementificazione delle coste più belle. A Livorno Mario Tozzi è particolarmente legato. «Sono stato a Pianosa, bellissimo posto. E la città di Livorno alla fine l’ho trovata più “turistica” nel senso dell’esperienza, rospetto a Pisa. Perché Pisa, come tante altre città d’arte, è ormai tutta in funzione del turista, del mordi e fuggi. Non si fa vivere. Livorno è invece un bell’esempio del turismo slow, esperienzale. Quello che non altera il luogo, non fa fuggire gli abitanti come è accaduto a Venezia ma anche a Matera dove i sassi ormai sono solo negozi e hotel. . Livorno, come la Maremma. Luoghi dove passare dl tempo, godersi cibo e atmosfera a ritmi umani».

Terminata la lectio di Tozzi, introdotta dall’assessore alla cultura Francesco Belais e dal direttore del Goldoni Marco Leone che organizza Scenari di Quartiere con il suo ideatore Fabrizio Brandi dibattito tra il serio e il faceto condotto da Dario Vergassola. Lui, che si “autoidenuncia” reduce da un cacciucco kolossal, fa battute neutre (su suocera, moglie, e sesso) e politiche (Toninelli, il Pd, ce n’è per tutti) e intervista con domande semiserie Tozzi e gli ospiti. Dicono la loro, il loro pensiero su come salvarsi dall’estinzione e dall’autodistruzione, gli ospiti impegnati sul territorio per promuoverlo e salvaguardarlo.: Andrea Migli, tra i fondadori di Progetto Sole per la progettazione di impianti a energie rinnovabili, Nicola Ceravolo, presidente di Asa, Luca Aterini, giornalista e direttore di greenreport.it – quotidiano per un’economia ecologica e Maria Teresa Volpi, biologa e ambientalista.

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