Il Tirreno

Monica Bellucci è la più bella di Cannes: «Con Claude Lelouch nessun ruolo è piccolo»

Fulvio Caprara
Monica Bellucci è la più bella di Cannes: «Con Claude Lelouch nessun ruolo è piccolo»

Sulla Croisette si è data il cambio con l’ex marito Cassel. «Volevo essere sul set, anche solo per portare un caffè» 

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Come in un film di Claude Lelouch succede che al Festival di Cannes, ingrigito da una pioggia autunnale, si diano il cambio, a pochi giorni di distanza, Monica Bellucci e l’ex-marito Vincent Cassel. Il primo ad apparire sulla Croisette è stato il neo-padre di Amazonie, nata poche settimane fa dall’amore con la seconda moglie Tina Kunakey. Assediati dai paparazzi, i due hanno offerto il meglio del repertorio coppia felice, effusioni, sorrisi, carrozzina con bimba spinta dal papà.

Ieri è stata la volta di Bellucci, scortata dal nuovo compagno Nicolas Lefebvre, artista e scenografo con galleria nel cuore del Marais, barbuto, prestante, ma anche affettuoso e sollecito. La diva ha deciso di recente di mostrarsi in pubblico al suo fianco e la «montée des marches» per l’anteprima di Les plus belles années d’une vie è stata l’occasione ideale.

Sui siti del mondo le immagini del presente si mescolano con quelle del 2002, con Cassel pieno di riccioli rossi e Bellucci con coda di cavallo, in posa per lanciare Irreversible, il film scandalo di Gaspar Noè in cui l’attrice subiva violenza carnale.

Passato e presente che s’intrecciano, amori che vanno e che vengono, temi a cui Lelouch ha dedicato non solo l’intera carriera d’autore, ma anche riflessioni che riguardano la vita di tutti, celebrità comprese: «L’amore è l’arte del presente, e il presente è tutto quello che abbiamo, contiene ogni virtù. C’è una frase di Victor Hugo “gli anni migliori della vita sono quelli che non abbiamo ancora vissuto”, che mi ossessiona da quando l’ho letta e che si è insinuata in tante delle mie storie. Davvero, non c’è niente di meglio del presente». Entrata nel mondo del regista, in un ruolo piccolo ma incisivo, Bellucci deve aver appreso la lezione e, alla domanda su come si sente oggi, risponde pronta: «Viva, molto viva».

«Parla d’amore, e riesce a farsi capire da tutti. Per me Un uomo e una donna è un film fondamentale, lo vidi con mia madre, e rimasi colpita, era una storia di passione fortissima, vissuta a tutti i costi, nonostante le difficoltà esistenziali dei protagonisti. E poi trovai straordinaria la bellezza di Anouk Aimée, così elegante e così moderna rispetto ai modelli di quell’epoca».

In «Les plus belles années d’une vie» è la figlia di Jean Louis Trintignant, nata da un suo breve amore italiano.

«Un mio amico mi ha raccontato che Claude stava lavorando a questo progetto, gli ho detto che avrei tanto voluto farne parte, in qualunque modo, anche solo per portare il caffè sul set. Durante le riprese ho capito che per Claude non esistono ruoli piccoli o grandi, con lui tutto ha un senso e un’intensità speciale. Usa molto l’improvvisazione e in questo modo riesce a tirar fuori il meglio dai suoi attori». —


 

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