Il Tirreno

il nuovo album 

Vinicio Capossela ispirato canta la peste di oggi e gli animali simbolici

Luca Trambusti
Vinicio Capossela ispirato canta la peste di oggi e gli animali simbolici

3 MINUTI DI LETTURA





MILANO. In “Ballate per uomini e bestie”, il nuovo album di Vinicio Capossela nei negozi da oggi, c’è una gran densità di stili ed argomenti a cui il cantautore dà organicità e ordine grazie alle sue doti artistiche. Messa da parte l’anima oscura e misteriosa de “Le canzoni della Cupa” Capossela ora guarda al presente, alla società e alle pestilenze dell’oggi.

«Storicamente le epidemie di peste hanno portato la scomparsa dei vincoli sociali, tutti diventavano diffidenti, tutti pensavano a se stessi. E poi la peste veniva da fuori, creava paura. Tutto questo – dice Capossela – lo si ritrova anche oggi, dove la solidarietà si è persa, c’è un uso della paura strumentale al potere, ci si lavora su in maniera industriale – denuncia – così da rendere più manipolabile la gente anche in tema di diritti».

Secondo Capossela stiamo vivendo in una sorta di nuovo medioevo che racconta, ma su cui scherza anche. «Non avendo le doti vocali per fare il cantante neomelodico faccio quello neomedievale». Una delle cause di contagio della peste moderna la identifica nella Rete: «Non è la malattia, ma un ottimo veicolo di diffusione. È un virus efficace e nuovo, con una capillarità che non si è mai avuta prima. Siamo in fase primitiva essendo nata da pochi anni; ancora non ha etica, educazione, normativa, per cui vale tutto». E proprio per denunciare la violenza nel diffondere certe immagini intime e private che possono destabilizzare le vittime, nel disco il brano “La peste” è in memoria di Tiziana Cantone, morta suicida nel 2016 vittima del “revenge porn, «immolata sulla colonna infame dell’ultima pestilenza», dice l’autore. Ma oltre che di uomini, Capossela parla di animali, come metafora della vita umana: la giraffa che fugge dallo zoo e vaga spiazzata e spiazzante in città, la lumaca come elogio alla lentezza e all’umiltà, la figura mitologica dell’Uro e l’immancabile lupo mannaro, a lui tanto caro. «Il disco – dice – comprende i nostri animali, entrano nel mondo umano antropomorfizzati, diventano simboli. D’altronde nell’uomo c’è anche la bestia».

“Ballate per uomini e bestie” è un disco di alto livello, che ci catapulta nell’immaginifico mondo di Capossela, dove trova spazio anche una certa religiosità “sotterranea” a cui il cantautore ha sempre fatto riferimento. Secondo lui è un qualcosa da cui non si può prescindere. “La religione – dice Capossela – è amministrata da persone con uno spiccato senso dello spettacolo. Le storie religiose sono le più raccontate nel pianeta, potenti e universali. Personalmente non sono credente ma affascinato dalla ritualità. E poi per i greci tutto era religioso, con una sacralità nelle cose e nel quotidiano».

Un disco tutto da scoprire, canzone per canzone in attesa dei live l’8 luglio a Pisa e il 18 ottobre a Montecatini. —

Luca Trambusti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore