Lutto
Cappella Bardi, via al restauro Tre anni per “ritrovare” Giotto
GABRIELE RIZZA
I Bardi, a capo di una delle famiglie medievali più potenti d'Europa, scelsero Giotto per decorare con le storie di San Francesco la cappella di cui avevano il patronato nella basilica di Santa Croce. “Monumento” dell'arte fiorentina del primo Trecento, la cappella Bardi occupa un posto speciale nel percorso dell'artista. Ma, al di là del suo valore pittorico, rappresenta uno dei casi più importanti per la storia del restauro, avendo attraversato nel corso del tempo vicende conservative alquanto tormentate. Ieri è stato presentato il nuovo progetto di restauro, indispensabile sia per la conservazione dell'opera che per la scoperta dei segreti e dei procedimenti tecnici giotteschi che essa custodisce. «A distanza di settant’anni dall’ultimo intervento – ha sottolineato la presidente dell’Opera di Santa Croce Irene Sanesi - l’Opificio delle pietre dure si appresta ad avviare il cantiere che non sarà completato prima di tre anni. Per questo, affinchè i visitatori e i fiorentini possano continuare ad ammirare gli affreschi, grazie a tecnologie particolari, stiamo programmando i lavori in modo che siano accessibili dal vivo nel corso del restauro». L’impegno economico complessivo, di circa un milione di euro, vede il concorso della stessa Opera di Santa Croce e del Ministero per i Beni culturali, mentre Arpai (Associazione per il restauro del patrimonio artistico italiano) e Fondazione CR Firenze intervengono attraverso l’Art Bonus. «L’analisi dello stato di conservazione – fanno sapere dall'Opificio - ha messo in evidenza criticità che riguardano sia l’intonaco che la pellicola pittorica. L’insieme dei risultati emersi da questa campagna di indagine preliminare ha consentito di mettere a punto un articolato progetto di intervento, distribuito in più fasi». La cosa incredibile è che gli affreschi di Giotto sono stati cancellati, rimanendo nascosti per oltre un secolo. Nel 1730 vennero infatti coperti di vernice a calce, con la tecnica della scialbatura. Perché? Con ogni probabilità il motivo è che Giotto, dopo essere stato ammirato per tutto il Rinascimento, viene considerato fuori moda, non in sintonia con il gusto dell'epoca: colori troppo vivaci e uno stile definito sbrigativamente “primitivo”. Ci vorrà un secolo per riscoprire la magnificenza di Giotto e del suo Francesco d’Assisi, con un intervento che segnerà la nascita della grande tradizione italiana del restauro. —
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