Gioco
Nek tutto nuovo «Con le mie storie racconto la vita e i suoi incastri»
Esce “Il mio gioco preferito” primo capitolo del suo concept, il secondo in autunno
il disco
Il suo nuovo album, il 14° in studio, Nek ha deciso di dividerlo in due capitoli, così “Il mio gioco preferito – Parte prima” é disponibile da oggi, mentre “Parte due” lo sarà in autunno. «Volevo due momenti diversi per raccontare storie prendendomi tutto il tempo necessario» così Nek spiega la divisione di quello che è un lavoro unico. «Non credo – aggiunge – nei dischi di 16/17 pezzi, preferisco la brevità che permette una maggior concentrazione. Anche se in realtà è un unico progetto che dura nel tempo».
“Il mio gioco preferito” è una sorta di concept che ruota intorno ai temi (declinati in diverse storie) ed alla copertina. Su questo Nek dice: «Non volevo usare la mia faccia ma qualcosa che rappresentasse al meglio il senso del disco. Il cubo di Rubik, che non è mai stato il mio gioco preferito, è la vita, fatta di incastri che funzionano o meno. Nel disco ci sono tante storie, alcune mi appartengono, in altre sono narratore. È una fotografia della mia e dell’altrui vita, oltre che del presente. Gli spaccati di vita sono il serbatoio da cui attingo le idee». Qual è la sua visione del mondo Nek la spiega così: «È ottimistica e positiva anche se è un tempo inquieto, strano e come padre sono in apprensione per ciò che vedono e vivono i nostri figli. Siamo in un mondo che si basa sulla violenza che si manifesta attraverso uno spietato desiderio di oltraggio, camuffato con la libertà di pensiero, senza più preoccuparsi di essere educato». Musicalmente “Il mio gioco preferito” si discosta dalle ultime produzioni di Nek, che ridimensiona il ruolo dell’elettronica, senza abbandonarla. «C’è qualche synth ma sono andato per esclusione per tornare alle origini con suoni suonati. Forse in me è prevalso più il musicista perché da alcuni anni suono io stesso, laddove posso, chitarra, basso e batteria».
Dopo 14 album e 27 anni di carriera è il momento di bilanci. «Mi sento su un treno – dice Nek – se prima però vedevo un paesaggio senza fermarsi sui dettagli oggi mi godo il paesaggio e ciò che vivo. Ho ancora un grande entusiasmo e mi va di ricercare sempre, pur senza essere rivoluzionario». —
Luca Trambusti
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