Sicurezza
C’è anche un Leonardo gourmet: faceva il vino e s’interessava di cucina
Un convegno con storici e agronomi al Museo del tessuto «Nei codici spiegava come conservare l’uva in inverno»
Non si placa l’onda lunga di iniziative destinate a celebrare, a 500 anni dalla morte, l’enciclopedico sapere di Leonardo. La nuova tessera di questo variegato mosaico, dal titolo “Leonardo in vigna: storie di umana genialità”, si sviluppa come un percorso inedito che del genio vinciano intende scoprire, e celebrare, i volti e le passioni più segrete. Ecco dunque un Leonardo come non l’avete mai visto: viticoltore, vignaiolo, chef e musicista. Interessi in parte meno conosciuti, ma a quatto pare non meno importanti rispetto alle ben più famose storie di arte, pittura, invenzioni tecnologiche alle quali Leonardo ci ha abituato. “Perché – spiega Patrizia Parretti, curatrice dell’iniziativa – una cosa è certa: Leonardo è stato un appassionato e lungimirante studioso anche nei diversi ambiti enologico, alimentare, musicale, che ha osservato quali fenomeni e leggi naturali e traguardato con pari impegno intellettuale: dal mondo del vino alla passione per la cucina, il suo acume scientifico e il suo moderno pensare ci hanno lasciato in eredità un patrimonio di conoscenze che, a pieno titolo, meritano di essere celebrate. L’appuntamento è per oggi al Museo del Tessuto di Prato, dove è in corso la mostra sulle invenzioni e innovazioni di Leonardo nel settore della tessitura. Esperti, storici e agronomi spiegheranno come nei suoi codici, Leonardo annotava il modo con cui si doveva appendere l’uva per conservarla in inverno e disegnava il “broncone”, cioè quel palo traverso che serviva per sostenere le viti e come da appassionato di cucina, su cui ha scritto ricette e indicato l’equilibrato consumo. La serata proseguirà con la degustazione di vini e assaggi a tema, accompagnati dalla fisarmonica di Ivano Battiston che rivelerà come si deve a Leonardo l’intuizione di uno strumento destinato 300 anni dopo a chiamarsi appunto “fisarmonica”. Dopo Prato, “Leonardo in Vigna” proseguirà nel suo percorso, toccando Cerreto Guidi, Vinci e Firenze, per spingersi poi fino a Milano e Torino. —
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