Attenzione
Tornano a splendere le Rampe del Poggi
Restauro da 2,5 milioni per il monumentale collegamento fra il lungarno e il Piazzale Michelangelo: sabato 18 la festa
. Coperte dalla fitta vegetazione, rovinate dal tempo e dalle intemperie, prive dei loro giochi d’acqua e misconosciute per questo anche a molti fiorentini: tornano dopo un secolo al loro splendore e ai loro giochi d’acqua le Rampe dell’architetto Giuseppe Poggi, opera monumentale che a Firenze collega il lungarno con Piazzale Michelangelo.
Quello che ha interessato le Rampe, che si sviluppano su una superficie di 6.700 metri quadrati e furono realizzate tra il 1872 (l’anno successivo al trasferimento della Capitale da Firenze a Roma) e il 1876, è uno dei restauri più complessi operati a Firenze negli ultimi 50 anni. «Raccontiamo finalmente – dice alla presentazione all’Associazione della stampa estera in Italia a Roma Umberto Tombari, presidente della Fondazione Cr Firenze – una bella storia di collaborazione tra pubblico e privato. Abbiamo sostenuto il restauro con 2,5 milioni di euro nell’ambito dell’Art Bonus, uno degli interventi più alti fatti in Italia con questa legge».
Il Comune di Firenze adesso si occuperà delle spese di mantenimento del sistema. Da record i tempi dell’operazione: i lavori sono cominciati a luglio scorso e ora sono finiti. «È stato, un grande intervento, un grande progetto e un grande onore e abbiamo voluto mantenere quest’idea dell’architettura che si erge e viene quasi divorata dalla natura. Per evitare sprechi abbiamo scavato pozzi artesiani e fatto un impianto idrico totalmente nuovo», sottolineano il direttore dei lavori Tommaso Muccini e il direttore operativo Giuseppe De Grazia.
Il restauro sarà festeggiato con una giornata di eventi gratuiti, sabato 18 maggio, che si chiuderà con lo spettacolo “La fontana ritrovata” con la direzione artistica di Roberto Malfatto, regista, tra gli altri, della cerimonia di apertura di Matera capitale mondiale della cultura 2019.
«Le rampe – spiega Malfatto – hanno reso più democratica la fruizione della città, noi racconteremo tutta la loro storia con uno spettacolo di luci, suoni, colori e animazione. Un quartetto d’archi farà da contrappunto a una danzatrice volante, una lieve goccia d’acqua nel cielo, sulle suggestioni visive della Fontana e della torre San Nicolò».
Davvero impressionanti i numeri dell’intervento: sono stati rimossi 100 quintali di apparati radicali infestanti, ricollocate 150 spugne marine originali (arrivate dal mare di Livorno), ricostruiti 400 metri quadrati di apparati decorativi e utilizzati 30 quintali di ciottoli di fiume. Per la componente vegetale, studiate le piante originali descritte all’epoca da Angiolo Pucci nel manoscritto “I giardini di Firenze”, sono state ricollocate 1.200 piante semi-acquatiche e acquatiche e ripiantate 200 specie tra piante rampicanti e tappezzanti.
Per quanto riguarda il nuovo impianto idrico, è stato costruito un serbatoio di compenso per la riattivazione della fontana da 27.000 litri e il volume d’acqua in circolo nell’intero sistema è di 259.600 litri. Quattro le grandi ditte specializzate coinvolte, 28 gli operai specializzati tra restauratori, idraulici, elettricisti, muratori, esperti botanici per un totale di 225 giorni e 27.000 ore di lavoro.
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