Il Tirreno

polemiche al salone del libro di torino 

C’è un editore «fascista», via Wu Ming e Ginzburg

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torino. La polemica sulla presenza dell’editore “sovranista” Altaforte tra gli stand del Lingotto scuote la vigilia del Salone del Libro di Torino (9-13 maggio). Dopo le dimissioni di Christian Raimo dal ruolo di consulente editoriale per i commenti a un suo post in cui definiva «neofascisti e razzisti» alcuni editori e giornalisti, spingendo per un «Salone militante e antifascista», ieri sono arrivate le defezioni del collettivo di scrittori Wu Ming e del saggista Carlo Ginzburg.

«Mai gomito a gomito con i neofascisti: Altaforte è di fatto la casa editrice di Casapound», spiega la band letteraria nata nel 2000. E Ginzburg sottolinea di «condividere pienamente» le motivazioni di Wu Ming: «Annullo la mia partecipazione, per una scelta politica, che non ha nulla a che fare con la sfera della legalità. E esprimo la mia solidarietà a Raimo». —

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