Laser, lamiere e qualche minuto di buio assoluto: la maturità di Mengoni
Il nuovo tour della popstar: in Toscana due date a Firenze Venticinque brani e una parentesi senza telefonini
TORINO. È un Marco Mengoni che si è scoperto cresciuto, senza più gambe che tremano prima di salire sul palco e con quella sicurezza necessaria per farsi trasportare dalle canzoni importanti, quello che ieri sera ha inaugurato il suo nuovo tour nei palazzetti italiani.
Lo spettacolo, che porterà in giro per le città italiane la voce di Ronciglione fino alla fine di maggio, è pensato come uno show che cresce e si trasforma, partendo da una presentazione minimal, che va arricchendosi lungo la strada di colori ed effetti scenografici ai quali Mengoni in prima persona ha pensato a lungo.
«gestisco le emozioni,
le porterò sul palco»
«Racconto un viaggio, quello del mio personale percorso di liberazione dai patemi d’animo – confessa Mengoni – e che penso di aver raggiunto molto dopo avere iniziato a fare questo mestiere. Ad un certo punto succede che capisci tante cose e ti liberi un po’. Oggi sono contento di essere molto più freddo rispetto alle mie emozioni, ma allo stesso tempo di essere in grado di portarle con me sul palco. Durante l’ultimo tour mi tremavano ancora le gambe non appena sentivo il pubblico che aspettava là fuori. A questo giro mi sento più maturo e posso concedermi di farmi trasportare dalle emozioni su pezzi per me importanti».
un concerto
in tre blocchi
iTra questi ci sono canzoni come “La ragione del mondo” e “Proteggimi da me”, brani inseriti nella lunga scaletta del concerto (la performance dura due ore) assieme a “Muhammad Alì” che apre la scaletta del live, “Un giorno qualunque”, “Sai che”, “Pronto a correre” e altri pezzi. Un totale di venticinque titoli per un viaggio musicale da condensare in un solo concerto. L’artista ama sottolineare la coralità del progetto. «Ci siamo divertiti a creare tre blocchi all’interno dello spettacolo – spiega Mengoni – e parlo al plurale perché questo show è davvero frutto del lavoro fatto da tutti quelli che l’hanno messo in piedi e che ci lavorano ogni sera».
un “muro industriale”
per raccontarsi
Dall’analogico al digitale, attraverso uno schermo speciale trasparente, un fondale industriale che delimita lo spazio di scena con un vero e proprio muro di lamiera e sorgenti laser di ultima generazione realizzate per l’occasione negli Stati Uniti. Durante il concerto, Mengoni si ritaglia (e ritaglia per il suo pubblico) anche un momento’no telefoninì, spegnendo tutte le luci sul palco e chiedendo a tutti di concentrarsi solo sulle canzoni.
E questo “miracolo” riesce, anche se per pochi minuti. «Sono uno di quelli che va a vedere i concerti di tutti – ha commentato la voce di “In un giorno qualunque” ed “Esseri umani” – e oltre a contare fino all’ultima lampadina del palco per vedere se ne hanno più del mio, osservo anche quello che fanno le persone tra il pubblico. Durante due ore di concerto, è anche bello concedersi qualche minuto di concentrazione solo sulla musica che arriva dal palco, senza far altro che ascoltare, senza riprendere con i telefonini. Mi è sembrato un escamotage ben riuscito».
tra stevie wonder
e frida kahlo
Tra un brano originale e l’altro, in scena con Mengoni ci sono i suoi più cari riferimenti musicali, tra Buena Vista Social Club e Adele, Sam Cooke, Stevie Wonder, un omaggio a Frida Kahlo e altro ancora. «Tutte le mie passioni sono arrivate su palco – dice – così come anche i miei ascolti. Sempre stato legato, per istinto, alla musica sudamericana e soprattutto a quella tradizionale. Poi del soul, che dire, vengo dall’Africa come tutti noi e ne sento il richiamo».
date e sedi
Dopo le due date torinesi (questa sera il bis), ’Atlantico tour’proseguirà a maggio verso Milano (1, 2, 4, 5), Roma (8, 10, 11), Bari (13, 14), Caserta (16), Eboli (18), Firenze (21, 22), Verona (24, 25, 26 all’Arena), Rimini (29), per finire con Bologna il 30.
Carlo Mandelli
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