Il lutto
Burgess lavorò a un seguito di “Arancia Meccanica”
manchester. Anthony Burgess aveva immaginato un seguito per la storia di Alex, il giovane con la passione per «il buon vecchio Ludovico van» e per la violenza estrema, protagonista del romanzo “Arancia Meccanica”, da cui il regista Stanley Kubrick trasse il suo capolavoro entrato nel 1971 nella storia del cinema.
Il sequel del romanzo era tra le carte dello scrittore, lasciate nella casa che aveva acquistato a Bracciano, rimasta abbandonata per decenni dopo la sua morte avvenuta nel 1993. Un libro incompiuto, di circa 200 pagine scritte a macchina, dal titolo “La condizione a orologeria”. Il ritrovamento è stato annunciato dalla Fondazione Internazionale Anthony Burgess, che ha sede a Manchester, dove il lavoro è stato spedito insieme con altre opere e oggetti appartenuti allo scrittore quando la casa italiana fu venduta. L’obiettivo di Burgess era rispondere al panico emotivo e morale suscitato dall’adattamento cinematografico che Kubrick aveva fatto del suo romanzo più famoso. Nelle pagine dattilografate, con molte note aggiunte a mano, l’autore aveva sviluppato una serie di riflessioni filosofiche sulla condizione umana.
Il successo dell’adattamento di Kubrick aveva moltiplicato la popolarità del libro, e Burgess si sentiva a sua volta sotto tiro a causa delle accusa di allora, che il film incitava a compiere cose malvagie. Insomma, la sua vita era stata come sconvolta dal successo del film. —
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