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via alle riprese 

Fleming e il primo Connery: 007 in Giamaica con i dubbi di Craig e il “cattivo” Rami Malek

Fulvia Caprara
 Fleming e il primo Connery: 007 in Giamaica con i dubbi di Craig e il “cattivo” Rami Malek

La regia del 25° episodio affidata a Cary Fukunaga dopo il forfait di Danny Boyle, Léa Seydoux è la nuova Bond-girl

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Il mare sarà di nuovo quello. La stessa distesa cristallina da cui, nel 1962, in “007 Licenza di uccidere”, Ursula Andress emergeva in bikini bianco chiedendo: «È qui per le conchiglie?». Pochi passi più in là, Sean Connery, abbagliato, rispondeva: «No, sono qui per i panorami».

Dalla Giamaica con amore, sullo sfondo di spiagge dorate e palme sinuose, arrivano, dopo il tam tam delle ipotesi, le prime informazioni ufficiali sul 25° capitolo della saga celeberrima, che, per ora, non ha un titolo, ma solo un marchio di lancio “Bond 25” giocato sulla sequenza gunbarred, quella in cui, all’avvio di ogni nuova vicenda, l’agente segreto 007 appare dall’interno rigato di una canna di pistola. Le riprese iniziano dopodomani, l’uscita è prevista per il 3 aprile 2020, il protagonista, al termine di lunghi ripensamenti, sarà di nuovo Daniel Craig, mentre dietro la macchina da presa, subentrato al premio Oscar Danny Boyle che aveva dato forfait per «divergenze creative», ci sarà Cary Fukunaga, il regista californiano di padre giapponese e madre svedese che, nel 2014, ha diretto il primo ciclo della serie fenomeno “True Detective”.

Nell’ex casa di Fleming

«È incredibile – dice il regista durante la diretta mondiale per il lancio – ritrovarsi negli stessi luoghi in cui è stato creato il primo Bond. Credo che il successo della saga sia dovuto alla capacità di reinventarsi pur restando molto aderente alle identità dei personaggi». Inutile aggiungere che il Bond preferito di Fukunaga è proprio Craig, il quale, dopo aver vinto le proprie incertezze artistiche (il ruolo gli ha fatto guadagnare 25 milioni di dollari) torna in scena per vedersela con un cattivo fresco di Oscar come Rami Malek: «Mi dispiace molto non essere già lì con voi – dice da New York il mattatore di “Bohemian Rapsody” – in quel luogo splendido e iconico per l’intera saga. Non vedo l’ora di raggiungervi e mi sembra perfetto passare da Freddie Mercury a 007, da un’icona all’altra. Intanto, però, posso far sapere al signor Bond che gli darò parecchio filo da torcere».

La nuova Bond-girl sarà Lea Seydoux che, nel suo abitino nero da francesina bon ton, sembra, per ora, impacciata: «Sono felice di essere qui e non vedo l’ora di cominciare». In “Spectre”, diretto da Sam Mendes (880 milioni di incassi nel mondo) era la psicologa Madeleine Swann, messa in salvo da Bond, su richiesta del suo vecchio nemico Mr White. Nel cast tornano Ralph Fiennes, nel ruolo di M, il capo dei servizi segreti britannici, Naomie Harris in quelli della sua segretaria Miss Moneypenny, Ben Whishaw nella parte di Q, capo de laboratorio dell’M16, e Jeffrey Right, ovvero Felix Leiter, agente della Cia alleato di Bond.

Lo scienziato rapito

L’incipit della prossima avventura è legato proprio a questo personaggio. I produttori Michael G. Wilson e Barbara Broccoli fanno sapere che nelle prime scene di “Bond 25” Craig sarà fuori servizio, un signore tranquillo che si gode la vita tra le bellezze dell’isola giamaicana. Ma la pace durerà poco: «Il suo ex compagno Leiter gli chiederà aiuto. Bisogna ritrovare un famoso scienziato che è stato rapito, solo Bond è l’uomo in grado di portare a termine l’impresa». Eppure, come sempre, le cose si metteranno male, dietro la scomparsa si nasconde un malvagio manovratore, armato di una nuova tecnologia che può mettere il mondo in pericolo. La battaglia ricomincia, e Bond si ritroverà in prima linea, volando dalla Norvegia (dove sono state già ambientate alcune riprese) alla Gran Bretagna, con una tappa italiana, tra i Sassi di Matera: «I film di Bond sono sempre stati un evento – commenta Craig in giacca, cravatta e Converse bicolori – per me lo sono da quando ero ragazzino, li ricordo come momenti che aspettavo con grande eccitazione. Penso che questa tradizione si basi sulla ripetizione del modello inventato da Ian Fleming, che viene, però, continuamente rinnovato».

Coraggio e disincanto

Il ritorno in Giamaica, dove fervono i lavori per le scenografie della villa da favola di Bond a riposo e dove, tra cast e troupe, sono state impegnate 500 persone del luogo, ha proprio il senso di un recupero di tradizioni che passa attraverso l’immaginario di Fleming. Sul nuovo film, scritto da Neal Purvis e Robert Wade, insieme a Scott Z. Burns, Phoebe Waller-Bridge e lo stesso Fukunaga, si addensano già perplessità dei fan dovute all’abbandono di Boyle e alle troppe titubanze che hanno segnato la rentrée del protagonista. C’era bisogno, insomma, di tornare a casa, esattamente nella villa GoldenEye, dove Fleming, giornalista ed ex-agente del servizio informazioni della Royal Navy, ripensava al suo passato, proiettando memorie e nostalgie su un alter-ego cinico e fascinoso, campione di coraggio e disincanto. Un certo Bond, James Bond. —
 

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