Il Tirreno

Nicola Cinquetti, un ragazzino, l’Abetone  

Il Giro mai disputato e il sogno di essere Coppi

Jeanne Perego
Il Giro mai disputato e il sogno di essere Coppi

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IL LIBRO

Per via della guerra tra il 1941 e il 1945 il Giro d’Italia non fu organizzato, ma ora Nicola Cinquetti nell’originale “ Il giro del ’44” (Bompiani) immagina in maniera bellissima quello del 1944, seguendolo tappa per tappa. O meglio: facendolo immaginare e seguire sulla carta da Martino, il protagonista del suo nuovo romanzo, che nel prologo datato 1940 è con il nonno sulla salita dell’Abetone ad attendere il passaggio di Bartali nel Giro di quell’anno. Ginettaccio dovrebbe essere il primo a sbucare, e invece no, ecco un altro ciclista che compare: un tipo con la maglia grigia che va a conquistare la prima maglia rosa. Per Martino è l’inizio della grande voglia di pedalare sognando di essere Coppi , e della passione per il ciclismo. Per fortuna ci sono quei sogni quando, nel 1944, dopo un bombardamento, con la famiglia è costretto a lasciare la città toscana dove vivono per sfollare a San Lorenzo, un paese sull’Appennino. Lì è incontro-scontro con i ragazzini del posto: un gruppo compatto, forte di una conoscenza che risale ai primi anni di vita, diffidente nei confronti del “cittadino” fino ad essere aggressivo come sanno essere aggressivi i ragazzi di quell’età. A San Lorenzo non c’è scuola, ma ci sono i libri e i quaderni che la mamma ha portato con sé dalla città. Per il giovane appassionato di ciclismo diventano il luogo dove rifugiarsi immaginando un giro d’Italia tutto suo, mentre fuori c’è la guerra, ci sono i partigiani sulla montagna, c’è una vita diversa e non certo da sogno da affrontare. Quel Giro immaginario con tutte le sue difficoltà diventa così metafora del percorso che ogni ragazzo deve affrontare per crescere

Jeanne Perego



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