Il Tirreno

Storia di due donne opposte e complementari

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«Dalle altre femmine uno può salvarsi, può scoraggiare il loro amore: ma dalla madre chi ti salva?». Si apre con queste parole di Elsa Morante il nuovo romanzo di Melissa Panarello. Il primo che l’autrice siciliana – nota per il best seller “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire” che le diede la fama nel 2003 – firma con nome e cognome, e non come Melissa P. Stiamo parlando de “Il primo dolore” (La Nave di Teseo, pp. 218) romanzo dalla struggente forza, che accompagna il lettore nella storia di due donne che sono opposte e complementari, tenute insieme da un filo rosso che pare un cordone ombelicale. Tutto ruota intorno all’irrisolta e sospesa Agata, poco più che ragazzina, e alla quarantaduenne Rosa, selvatica e allo stesso tempo fragile. Due donne dal corpo che cambia assieme al mondo interiore, mentre l’esterno – un esterno fatto di compagni, di suocere, e di altre tremende madri – s’avviluppa su se stesso fino a dar spazio a un raggio di luce intenso che idealmente travolge ogni cosa.

Dopo molti anni dal suo ultimo libro – “La Bugiarda” uscì nel 2013 e pare oggi una sorta di primo passo nella direzione qui compiuta – Melissa Panarello firma un romanzo coraggioso, intenso, a tratti spietato e a tratti lieve. Un romanzo che si mostra in una scrittura intensa e matura, che in taluni colpi di scena obbliga a una riflessione allargata. Lo fa accompagnando il lettore, sussurrandogli interrogativi sulla maternità e sulle aspettative di cui ingravidiamo il nostro futuro, ma anche sul rapporto con i propri genitori e soprattutto con se stessi. —

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