La protesta
Gino Paoli, 60 anni di canzoni e un nuovo disco: «Resto un anarchico, senza Dio né padroni»
Esce il doppio “Appunti di un lungo viaggio” con inediti e i successi più celebri. «La mia preferita? Direi “Sassi”»
Sessant’anni di carriera e ancora la voglia di salire sul palco e cantare. La musica come una droga di cui Gino Paoli non può fare a meno, anche se da anni dice che vorrebbe rifugiarsi nella sua casa di Campiglia Marittima a fare il contadino.
Sessant’anni racchiusi in un nuovo lavoro dal titolo “Appunti di un lungo viaggio” un nuovo doppio disco appena uscito con cui il cantautore celebra la sua lunga carriera. Un cd, intitolato “Canzoni interrotte”, raccoglie nuovi brani inediti con gli arrangiamenti di Danilo Rea, il contributo della Roma Jazz String Orchestra diretta da Marcello Sirignano. Nell’altro, “I ricordi”, sono riuniti i più celebri successi, rivisitati insieme a tre grandi jazzisti come Rita Marcotulli (pianoforte), Alfredo Golino (batteria) e Ares Tavolazzi (contrabbasso).
Per festeggiare questo progetto Paoli sarà impegnato in tre eventi speciali, a cominciare da “Una lunga storia”, il 12 maggio all’Auditorium parco della Musica di Roma, per poi continuare, il 13 luglio, con una partecipazione straordinaria all’Umbria Jazz di Perugia, ed esibirsi, il 18 luglio, nella sua Genova con un concerto ai Parchi di Nervi.
Paoli, il 23 settembre compirà 85 anni e, per festeggiarli, si è regalato un nuovo doppio disco che racconta 60 anni di carriera. Ma se dovesse scegliere fra tutti quegli anni vissuti intensamente non solo in musica, su che periodo cadrebbe la scelta?
«Non mi piace fare bilanci e certo non guardo mai indietro. Preferisco concentrarmi sul domani, perché credo che si debba continuare ad andare avanti, senza mai smettere di porsi nuove domande».
Si dice che le canzoni siano come i figli e che, come con i figli, anche con le canzoni non si possano fare preferenze. Ma un “figlio” musicale che le ha dato più soddisfazioni ci sarà...
«Io giudico le mie canzoni per le emozioni che riescono a trasmettere. In questo senso “Sassi” è quella che meglio comunica quello che volevo dire».
In un’intervista ha confessato che adesso per lei decidono tutto sua moglie Paola, i suoi figli, i suoi collaboratori. Ma dove è finito il Gino Paoli caratteraccio tosto e spirito libero?
«Non decidono tutto loro, però a volte delego volentieri a loro parte degli impegni. Del resto è piacevole sapere di poter contare sull’aiuto di qualcuno che ti vuole bene, anche se io non ho mai smesso di sentirmi anarchico, senza Dio né padroni».
Nella canzone “Ehi Ma” del 1988, che ha inserito nel suo doppio album, denuncia il razzismo verso il quale esprime il suo esplicito dissenso. Secondo lei di chi è la colpa del momento intollerante che stiamo vivendo oggi?
«Il razzismo ha una radice culturale che va estirpata fin da quando si è piccoli. Chi è razzista oggi, lo è perché da bambino nessuno gli ha detto che le persone sono tutte uguali. Per questo c’è bisogno che gli artisti, e chiunque abbia un ruolo nell’informazione, si schierino e prendano posizione, ognuno alla propria maniera».
Nel suo doppio cd c’è anche “Amico mio” dedicata a un vecchio compagno malato di mente. Come vede la follia dei nostri giorni, più al di fuori dai manicomi che dentro?
«“Amico mio” è dedicata a uno psichiatra di Trieste. Nella canzone mi rivolgo a un ricoverato nel manicomio dove, invitato dal professor Giuseppe Dell’Acqua, psichiatra, feci un concerto con un pubblico di internati. I matti hanno una lucidità e una limpidezza unica. Per il resto il mondo è pieno di idioti».
La sua casa di Campiglia Marittima è il rifugio che si è costruito sulla terra del suo amato nonno Gino, quello dove ha sempre detto di volersi ritirare a fare il contadino. Ma finora non ha ancora smesso di cantare e i progetti futuri sono pieni di impegni musicali. Dunque la terra può aspettare?
«Per mia natura io me ne starei volentieri a casa, in mezzo alla natura, nel silenzio. Ma poi non riesco a resistere al richiamo del palco, che per me è come una droga».
Dove e come festeggerà a settembre il suo 85 esimo compleanno?
«Ci penserò a settembre. È ancora presto per decidere».
E cosa vorrebbe più di tutto come regalo?
«Sono felice e appagato di quello che sono e delle cose che ho. E di conseguenza non ho desideri. Va bene così». —
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