Il Tirreno

Fuochi, fiori, “cincindellori” è la Pasqua della tradizione

Paola Taddeucci
Lo scoppio del carro in piazza del Duomo a Firenze, un rito popolare antico e spettacolare che si celebra nella mattina di Pasqua (foto Massimo Sestini)
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Lo scoppio del carro in piazza del Duomo a Firenze, un rito popolare antico e spettacolare che si celebra nella mattina di Pasqua (foto Massimo Sestini)

L’emozionante scoppio del carro a Firenze, la processione triennale a Camaiore o quella delle paniere a Santa Maria a Monte, e le ricostruzioni della Via Crucis

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I “cincindellori” ad illuminare le vie di Camaiore. Le sirene delle barche che sul molo di Porto Santo Stefano salutano la statua di Cristo. Gli incappucciati scalzi, con cappe e “buffe” di vari colori, che portano la Croce a Castiglion Fiorentino e a Radicofani. Le spettacolari ricostruzioni storiche a Grassina e a Chianciano Terme con centinaia di figuranti a far rivivere scene della vita di Gesù. Le donne di Santa Maria a Monte con i cesti di fiori in testa nella processione delle paniere, per rendere omaggio alla patrona Beata Diana. E poi lo scoppio del carro in piazza del Duomo, la più antica tradizione popolare fiorentina. Questo e molto altro nei tanti appuntamenti tradizionali pasquali in programma in Toscana da oggi al lunedì di Pasquetta. Un lungo fine settimana tra religione, storia e folklore.
 

FIRENZE: IL GIORNO DEL "BRINDELLONE"

Simboleggia il fuoco sacro, nato dalle pietre del Santo Sepolcro di Gerusalemme liberata dagli infedeli durante la prima Crociata, oltre mille anni fa. Storia e leggenda, religione e credenze popolari si fondono nelle origini dello spettacolare scoppio del carro, la più antica tradizione fiorentina che si tiene ogni domenica di Pasqua in piazza del Duomo.

Una cerimonia dal rituale immutato negli anni, e che richiama tutti gli anni una gran folla di cittadini e turisti.Alle otto del mattino, accompagnato dal corteo storico, il carro del fuoco pasquale - detto affettuosamente dai fiorentini il "Brindellone" - si muove dal piazzale del Prato trainato da due candidi buoi infiorati. Una volta arrivati nella piazza, sempre nello stesso punto situato fra il Battistero e la Cattedrale, gli animali vengono staccati e al centro del carro viene issato il filo di ferro sul quale dall’interno del duomo scivolerà la "colombina", cioè un razzo dalle sembianze di piccione bianco. Nel frattempo dalla chiesa dei Santi Apostoli inizia la processione diretta al Battistero per le funzioni religiose.

Quindi il corteo si trasferisce in duomo e, intorno alle undici al canto del "Gloria in excelsis Deo", viene dato fuoco alla miccia della "colombina" che percorre il fil di ferro fino al centro del "Brindellone" sulla piazza, dove accende i mortaretti e i fuochi d’artificio là disposti, per poi tornare al punto di partenza. Se il percorso della "colombina" procede regolarmente e tutti i fuochi esplodono, sarà un anno fortunato: è un lascito - peraltro ancora molto amato dai fiorentini- delle antiche credenze dei contadini che aspettavano con trepidazione lo scoppio del carro per conoscere le sorti del raccolto.

GLI ALTRI RITI PASQUALI DELLA TOSCANA

I "cincindellori" ad illuminare le vie del paese, le sirene delle barche che salutano la statua di Cristo, gli incappucciati scalzi che portano la Croce, le donne con i cesti di fiori in testa. E tanto altro. Folklore, storia e religione si intrecciano nei riti pasquali in programma da oggi a lunedì in molte località della Toscana. Ecco una selezione dei più significativi.

  • A Camaiore torna la processione del Gesù Morto, tradizione del Venerdì santo che si ripete ogni tre anni dal 1700. Da allora ad illuminare le vie del borgo versiliese in questa occasione sono i "cincindellori", lumini a olio formati da un telaietto in filo di ferro che, mantenuto a galla da piccoli sugheri, sostiene la bambagia che viene accesa al primo imbrunire. La processione inizia alle 20,30 dalla chiesa dei Dolori con l’antichissima Deposizione della Croce portata a spalla dai fedeli e il coro di cento voci a intonare lo Stabat Mater, il canto composto appositamente per la Triennale, come viene definito il rito.
  • La statua del Cristo che viene innalzata tre volte sul molo e per tre volte i pescatori rispondono con le sirene delle loro barche. È la benedizione del mare che domenica a Porto Santo Stefano concluderà la processione, in programma dalle prime luci dell’alba.
  • A Castiglion Fiorentino (Arezzo) i riti della settimana santa richiamano, in piccolo, le spettacolari processioni di Siviglia. A dar vita ai cortei sono le confraternite, ognuna delle quali con le cappe e la "buffa" (cappuccio) del proprio colore. Dopo le prime due uscite, venerdì alle 21,15 sarà la compagnia del Gesù, in blu, a sfilare nella processione di Gesù morto. Sabato a mezzanotte tradizionale "volata" con la statua del Cristo risorto e lunedì alle 17 processione del Gesù risorto. Queste ultime con tutte e tre le compagnie: oltre a quella del Gesù, ci sono S. Antonio, in bianco, e Buona morte in nero.
  • In vari momenti della settimana anche le celebrazioni di Radicofani (Siena), la cui processione del Venerdì santo è considerata tra le più belle in Italia. È un rito molto sentito dalla popolazione che partecipa ai preparativi, come quelli della scena del Calvario nella chiesa di S. Agata, ricreata con rami di bosso intrecciato e montato. Dalle 20,30 il corteo, aperto dagli incappucciati scalzi che portano la Croce, percorre il borgo per arrivare nella chiesa e rendere omaggio a Cristo.
  • Sempre venerdì sono tante le rievocazioni storiche della Passione con figuranti in costume. Tra queste a Chianciano Terme dalle 21,30 l’Antica Giudeata con 150 comparse, mentre a Grassina (Firenze) sono addirittura in 500 a far rivivere scene della vita di Cristo, accompagnate da musica e narrazioni (dalle 21 con biglietto).
  • Infine a Santa Maria a Monte, in provincia di Pisa, c’è una festa particolare: la processione delle "paniere". Si tiene ogni Lunedì dell’Angelo in onore della patrona Beata Diana, religiosa venerata subito dopo la morte, avvenuta prima del 1327 a 20-30 anni - così vuole la tradizione - proprio il giorno dopo Pasqua. Le notizie sulla sua vita sono tanto scarne che la Chiesa non l’ha mai dichiarata santa, pur approvandone il culto. Che si rinnoverà dalle 18 di lunedì quando il corteo partirà dal luogo dove sorgeva la chiesa di San Dalmazio per raggiungere la Collegiata, in centro storico, luogo di sepoltura della Beata. Ciascun rione offre un cesto di fiori che viene portato sulla testa da una dama, accompagnata da un cavaliere: sono le "paniere", a ricordare la miracolosa trasformazione dei fiori in pane attribuita alla patrona. --

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di Redazione web