Sicurezza
Dieci candeline per il teatro Labile stasera in scena al Sant’Andrea
Appuntamento alle 21.15 con la commedia “L’importanza di chiamarsi Ernest” di Wilde
PISA. “L'importanza di chiamarsi Ernest” di Oscar Wilde compie 10 anni. Uno spettacolo che in questi anni ha riscosso un buon successo di pubblico che sarà riproposto stasera, mercoledì 17 aprile, alle 21.15, dalla compagnia Teatro Labile, presso il Teatro Sant’Andrea di Pisa. Si tratta di un vero e proprio cavallo di battaglia che ha portato a teatro, oltre al pubblico di decine di repliche serali, migliaia di studenti delle medie inferiori e delle medie superiori.
Il testo, ridotto e rielaborato in chiave prettamente comica, ha sempre incontrato il favore e l'entusiasmo degli spettatori, dai più piccoli ai più grandi. Negli anni si sono avvicendati vari cast di attori e, attualmente, tre dei protagonisti sono ancora presenti, o meglio si può dire che siano cresciuti insieme ad Ernest, data la loro giovane età. In scena stasera ci saranno: Benedetta Alestra, Giuseppe Allegrini, Tobia D'Amario, Sabrina Iannello, Bianca Mazzei, Livio Padorno, Paolo Preziuso, Luca Tessieri. La regia è di Sabrina Iannello e l'aiuto regia di Luca Tessieri ed ogni attore ha portato il proprio contributo con idee e proposte, in uno spirito di lavoro collettivo. I costumi sono noleggiati o comprati presso la costumeria Priscilla.
Siamo in una Londra fino ‘800. Algernon Montcrieff e Jack Worthing, amici di vecchia data, conducono entrambi una doppia vita: Algernon che vive a Londra, finge di avere un amico infermo di nome Bunbury così da poter andare in campagna a fare “bumburismo”, all'insaputa dell'austera zia, Lady Bracknell; Jack che invece vive in campagna, inventa un fratello scapestrato di nome Ernest per potersi recare in città ed incontrare l'amata Gwendolen, cugina di Algernon e figlia di Lady Bracknell. Il nome Ernest si rivela cruciale, in inglese ha un suono simile alla parola onesto e Gwendolen si innamora di lui perché ha sempre sognato di sposare un uomo che si chiamasse Ernest. Ben presto Algernon scopre la vera identità dell'amico e il fatto che Jack è il tutore di Cecily Cardew, una bella ragazza che vive nella sua casa di campagna, affidata alle cure della sua istitutrice, Miss Prism. Algernon, fingendo di essere lo scapestrato Ernest, si reca in campagna per corteggiare Cecily, la quale ha sempre desiderato, anch'essa, di sposare un uomo che si chiamasse Ernest. La sequela di divertenti equivoci è inevitabile. —
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