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«Non chiudete Rai movie» Attori e registi, petizione per “salvare” i due canali
ROMA. Sotto l'ashtag #nonchiudeteraimovie cresce la protesta nel mondo del cinema in rete contro la decisione di viale Mazzini di chiudere due canali, Rai Movie e Rai Premium, che non fanno secondo la Rai sufficienti.
Alla protesta in rete, partita da giornalisti cinematografici e appassionati cinefili, in queste ultime ore si stanno aggiungendo registi e attori che chiedono di firmare la petizione online che si rivolge alla Rai: «Non chiudete Rai Movie». Alessandro Gassmann, Francesca Archibugi, Alessandro Borghi, Vinicio Marchioni, il direttore della Mostra del cinema di Venezia Alberto Barbera, si allunga la lista dei protagonisti del mondo dello spettacolo che si schierano contro la decisione dell'ad Fabrizio Salini.
Nelle frequenze lasciate libere dai due canali viale Mazzini vorrebbe lanciare un canale «prevalentemente femminile» (RaiSei).
Poi un nuovo canale in lingua inglese e un terzo, dai palazzi della politica (questi ultimi due sono richiesti dal nuovo Contratto di Servizio firmato con lo Stato). «Ridisegnare l'offerta cinematografica, aumentare gli investimenti e comunicare il prodotto con nuovi brand, a cominciare dalla nascita di un nuovo canale»: sono questi alcuni degli obiettivi del Piano industriale Rai. Per quanto concerne il contenuto cinematografico si è ritenuto, in linea con una visione più strategica della divisione per canali, di procedere ad una migliore razionalizzazione e valorizzazione dell'offerta elaborata in base alla composizione del pubblico. A fronte di una proposta attuale che prevede un solo canale di cinema (Rai Movie), il Piano disegna un'offerta cinematografica ancora più presente su più canali - prosegue la nota -. Ciò consentirà, peraltro, di andare maggiormente incontro alle esigenze del pubblico». —
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