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BREXIT E DINTORNI 

Piantini e la crisi dell’Europa: ma è tutto così irreversibile?

Piantini e la crisi dell’Europa: ma è tutto così irreversibile?

Domani, alle 17, alla Domus Mazziniana l’analista presenta il suo ultimo libro

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pisa. La crisi dell’Europa, e dei suoi progetti di unione, è veramente così irreversibile? Quanto tra il pubblico italiano è prevalente un senso diffuso di lontananza cosmica da Bruxelles e di orrore nei confronti dell'austerità? Perché i pilastri che hanno portato all'edificazione dell’Europa come la conosciamo oggi non sono più così stabili? E non stiamo solo parlando dell’estenuante, grottesco e anomalo, processo della Brexit, ma anche del vento sovranista che soffia forte impetuoso dai Paesi dell’Est verso gli scranni dell'emiciclo del parlamento di Strasburgo. Siamo di fronte ad “un progetto ancora incompiuto”, come dice Giorgio Napolitano nella prefazione del bel libro “La parabola d’Europa” scritto dall'analista Marco Piantini per Donzelli.

Il libro sarà al centro di un incontro previsto per domani, alle 17, alla Domus Mazziniana di via Giuseppe Mazzini a Pisa. Dopo i saluti di Pietro Finelli, direttore della Domus Mazziniana, interveranno Elena Dundovich (Università di Pisa), Alfredo De Girolamo (presidente Cispel Toscana) e Roberto Castaldi (Università eCampus). A moderare il dibattito che susciterà la presentazione del libro ci sarà il vicedirettore de Il Tirreno Fabrizio Brancoli.

Piantini, nella sua opera, attraverso un’attenta ricostruzione, mescolando l'elaborazione dei ricordi personali e le cronache politiche, incasella le tessere del puzzle della memoria: “Perché la rivoluzione più insidiosa per l'europeismo avviene con la perdita di memoria e testimonianza”. Quello di Marco Piantini è un libro da leggere perché, “tra conquiste e difficoltà”, parafrasando il sottotitolo, l’unità europea è fondamentale per tutelare il benessere primario, quello delle nuove generazioni, oggi tutt’altro che scontato.

Marco Piantini è un funzionario europeo, senior fellow della School of European Political Economy della Luiss e collaboratore del CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale) e coordinatore del progetto @EuropeaEU promosso da vari centri studi italiani. Dal 2006 al 2014 è stato collaboratore per gli Affari europei del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quindi consigliere per gli Affari europei di Matteo Renzi e Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi. Ha lavorato sulla riforma dell’euro ed è stato coordinatore per il negoziato sulla Brexit. Ha studiato a Berlino negli anni della caduta del Muro. —

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