Il Tirreno

Tutti in fila per un tuffo nell’ironia livornese, il Sodalizio Mvschiato in mostra ha fatto centro

Cristiana Grasso
Tutti in fila per un tuffo nell’ironia livornese, il Sodalizio Mvschiato in mostra ha fatto centro

Livorno, successo della rassegna ai Bottini dell’olio: visitatori entusiasti tra manifesti, foto, vignette, i famosi “pizzini” con le battute al vetriolo, gli incontri con gli esperti

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LIVORNO. La mostra è finita ma non la festa. Anzi. Il Sodalizio Mvschiato smobilita il “set” che alla biblioteca comunale dei Bottini dell’Olio, pannellli, foto e cimeli nonché testimonianze, che hanno deliziato per 10 giorni centinaia e centinaia di visitatori. Ma promette che le “uscite allo scoperto”, dopo anni di sarcastica clandestinità, non finiranno qui. Un arrivederci quindi quello dei sodali ai loro fan, dopo il grande abbraccio collettivo della giornata di chiusura, l’altra domenica: sempre tra cazzeggi, l’inno del Sodalizio Mvschiato (e la “V” sta per una “u” dalla pronuncia aristocraticamente strascicata) cantato a squarciagola, i pizzini (quei bigliettini con battute labroniche passate alla storia) andati a ruba.

Insomma la mostra è stata un successo, tanti anche i visitatori venuti da fuori città perché si sa, anche grazie allo sbarco sui social, il Sodalizio è diventato un ambasciatore nel mondo dell’ironia labronica colta anche quando greve. «Sono personalmente soddisfatto per le sincere manifestazioni affettuose per questo movimento di satira umoristica che ritorna nella sua clandestinità per prepararsi a nuove sfide - dice un po’ commosso Salvatore Loiacono, che ha curato l’allestimento della mostra - e un .un grazie al “Torrone” che ci ha supportato». Il “Torrone”, versione satirica del Tirreno, è uno dei cavalli di battaglia del Sodalizio così come lo è stato “Ugo”, inserto satirico uscito sul Tirreno nella lontana estate del 1988.

In tanti infatti hanno voluto conoscere l’umorismo del gruppo o semplicemente far parte della festa ai Bottini dell’Olio: l’affluenza durante i dieci giorni della mostra è stata continua e costante con punte di affollamento nei giorni delle conferenze-cazzeggio dei sodali e degli esperti. Molto apprezzati sono stati i teatrini spontanei che hanno caratterizzato il coinvolgimento del pubblico, in particolare le performances di Giorgio Algranti, del Mago Luciano Donzella, del prof. Staccaviz al secolo Ettore Visibelli, di Paolo Migone del professor Bellucci ma anche la lectio magistralis del professor Dragonetti. Tutti a raccontare con parole loro e senso dell’umorismo obblgatorio segreti e curiosità del Sodaliizo. C’è stato poi Renato De Rosa che ha ritrovato una serie di libri bellissimi che costituivano la libreria personale di Ettore Borzacchini. De Rosa, con una cerimonia di tutto rispetto ha consegnato nelle mani della direttrice della biblioteca, Cristina Luschi, come dono da parte del Sodalizio Mvschiato i preziosi volumi. Molto ricercato è stato il Maestro Federico Maria Sardellii che specie nella domenica di chiusura a consegnato le patenti di “adipiscenti” a sostenitori, fan e “pestamerde” del Sodalizio.

La mostra, è stato un evento molto apprezzato dai visitatori che, a più riprese hanno chiesto notizie su dove di solito si riuniscono i Sodali e dove si esibiscono «nella convinzione - spiegano gli organizzatori - che quest'ultimi fossero attori di teatro, recitanti».....

L'umorismo dei bigliettini o pizzini ( oggetto di feroci dispute al limite dello scisma su come definirli tra Capras e Federico Sardelli) ha travalicato i confini della Toscana, in molti hanno riferito che la comunità livornese li ha esportati in tutta Italia, ed in molti hanno raccontato di averli fotografati per postarli sui social ad amici, conoscenti e parenti, per regalare un momento in cui sorridere e anche riflettere (perché con il Sodalizio la risata può essere anche amarognola). “Hai ragione però chetati”, “Meglio essere disoccupati all'Ardenza che ingegneri a Milano”, ma anche un meno diplomatico “C’è pieno di stronzoli”: sentenze che hanno fatto la storia del Sodalizio e della sua caustica ironia.

Molto apprezzata "la Fava Schiappona" opera realizzata dall'artista Fabio Leonardi illustratore e scenografo del SM.Il curatore della mostra Salvatore Loiacono, e Capras, rispettivamente Capo di Gabinetto e Camerlengo del SM unitamente e Federico Maria e Marc Sardelli si dicono « molto lusingati e felici per tutte le manifestazioni di simpatia espressi dai visitatori. E dobbiamo elogiare il personale ella biblioteca che, a partire dalla preparazione della mostra fino alla fine della stessa, ha prestato, con seria dedizione e spiccata professionalità, una cordiale collaborazione che è stato un vero valore aggiunto per il successo della iniziativa».

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di Redazione web