Il Tirreno

MANTOVA 

Si rinnova il museo della “Gazzetta” La storia vista dalle prime pagine

Luca Ghirardini

Una collezione di 115 fogli d’epoca ripercorre gli eventi di quattro secoli Nella sede del glorioso quotidiano una galleria diventata ricchissima e visitata da presidenti e ministri

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Luca Ghirardini

Si rinnova il museo della Gazzetta di Mantova. In particolare, vengono messi in mostra alcuni dei pezzi più significativi delle nuove acquisizioni di materiale storico. L’allestimento originario, infatti, ricalcava le linee-guida della mostra ospitata nelle Fruttiere di palazzo Te in occasione delle celebrazioni per il 350° della Gazzetta. Era il 2014: inaugurazione il 1° settembre, nei giorni successivi tante visite illustri, a partire dalla presidente della Camera Laura Boldrini. Chiusa la mostra, il 31 ottobre, buona parte del suo contenuto fu trasferito nella sede del giornale, a partire dalla storica linotype che tuttora accoglie chi entra in redazione.L’allestimento partiva con le riproduzioni delle più vecchie Gazzette stampate dagli Osanna conservate negli Archivi di Stato, per proseguire con l’evoluzione nei secoli del foglio di notizie. Il museo, nella sua prima fase di vita, ha visto visitatori illustri, a partire dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per proseguire con il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

Adesso si volta pagina: tempo fa il nostro giornale ha acquistato da un collezionista privato una raccolta di Gazzette di Mantova pubblicate nel XVII e XVIII secolo, 115 antichi fogli, veri e propri pezzi unici. La risistemazione del museo è stata pensata proprio per valorizzare questi giornali, che contengono ancora, vista la datazione, principalmente notizie dall’estero, con quelle locali sempre relegate in fondo all’ultima pagina, appena dopo i resoconti provenienti dalle altre città italiane. La prima notizia quasi sempre arriva da Vienna, come nel caso del numero più antico di proprietà del giornale, quello del 17 ottobre 1687, con “l’inviata di madama la Delfina” che si complimenta per la vittoria contro i Turchi (la capitale dell’impero era stata assediata quattro anni prima). Dalla Gazzetta del 5 ottobre 1691 apprendiamo che il principe di Baden teneva molto alla salute delle truppe e concedeva un giorno di riposo ogni tre.

Tuttavia, anche le notizie mantovane non mancano e vengono valorizzate in un’apposita teca. Si tratta spesso di omelie pronunciate nella cattedrale da parte di grandi predicatori. All’epoca, tuttavia, le guerre erano molto frequenti e quindi abbondavano i riscontri di combattimenti anche alle porte di casa, spesso tra eserciti arrivati da lontano. Ecco, allora, che il 23 aprile 1704 si scrive che i francesi da Revere bombardavano Ostiglia, ma i tedeschi rispondevano. Si passa poi al XIX secolo, con la morte del senatore Giovanni Arrivabene, e poi avanti rapidamente con la Grande Guerra, il regime fascista con Mussolini in visita a Mantova, le leggi razziali, la nuova Costituzione. E, ancora, il numero a colori per i 300 anni del giornale, il primo uomo sulla luna, le copertine speciali per l’Italia campione del mondo nel 2006. —



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