Italia
Canova racconta Alfred Hitchcock con i backstage dei film Universal
I segreti del regista del brivido svelati nelle sale del Museo della Grafica fino al primo settembre
Pisa. Fino al 1° settembre il Museo della Grafica di Pisa ospita una mostra che indaga la figura del regista del brivido Alfred Hitchcock (1899-1980). Curata da Gianni Canova e prodotta e organizzata da ViDi, “Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures” presenta 70 fotografie e contenuti speciali provenienti dagli archivi della Major americana che conducono il pubblico nel backstage dei suoi principali film facendo scoprire particolari curiosi sulla realizzazione delle scene più celebri, sull’impiego dei primi effetti speciali, sugli attori e sulla vita privata del regista inglese.
«Hitchcock, come hanno detto i critici della nouvelle vague – afferma Canova – è stato uno dei più grandi creatori di forme del Novecento. I suoi film, per quante volte li si riveda, sono ogni volta una sorpresa perché aprono nuove prospettive attraverso cui osservare il mondo e guardare la vita».
Il percorso espositivo parte da Psyco (1960), una delle opere più controverse che riuscì a battere tutti i record di incassi e fece fuggire il pubblico dalle sale in preda al panico. Un’occasione per vedere il dietro le quinte del metafisico Motel Bates, conoscere il personaggio inquietante di Norman, la doppia personalità di Marion e la scena della doccia.
Una sala del Museo della Grafica è dedicata a Gli Uccelli (1963), pellicola in cui introdusse numerose novità nel campo del suono e degli effetti speciali e richiese quasi tre anni di preparativi a causa della sua complessità tecnica.
L’itinerario nell’universo hitchcockiano prosegue con La Finestra sul cortile (1954) e La donna che visse due volte (1958), capolavoro divenuto oggetto di venerazione. Il materiale fotografico getta inoltre uno sguardo su altri celebri film come Sabotatori (1942), L’ombra del dubbio (1943), Nodo alla gola (1948), La congiura degli innocenti (1955), L’uomo che sapeva troppo (1956), Marnie (1964), Il sipario strappato (1966), Topaz (1969), Frenzy (1972) e Complotto di famiglia (1976).
Una sezione è inoltre dedicata alla musica che ha connotato alcuni dei suoi film, tra cui quella del compositore statunitense Bernard Herrmann.
Chiude idealmente l’esposizione il montaggio con le celebri e fugaci apparizioni di Hitchcock sulla scena. Nati come simpatiche gag, i cammei divennero col tempo una vera e propria superstizione. Il pubblico iniziò ad attenderli con impazienza e il regista decise di anticiparli all’inizio.
Lungo tutto il perimetro della mostra, il visitatore è accompagnato da una serie di approfondimenti video di Gianni Canova. —
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