La manifestazione
Storia e antiche tradizioni nel borgo
Fra i castagni e le miniere dell’Amiata
Il monte Amiata si staglia fiero sul paesaggio Toscano con la sua imponenza, la strada che lo percorre sale morbida tra boschi di castagni e una vegetazione rigogliosa che invita al silenzio. Se si lasciano i finestrini dell’auto aperti si possono sentire i richiami degli uccelli e i suoni della natura che qui si manifesta in tutto il suo splendore, soprattutto in questa stagione.
Uno dei borghi arrampicati sul versante senese della montagna è Abbadia San Salvatore la cui storia è indissolubilmente legata all’abbazia benedettina prima e cistercense poi, che qui sorse nel 743, per volontà del re longobardo Rachis. Leggenda vuole che proprio al re, sulla cima di un albero attorno al quale sarebbe poi stata costruita la cripta, apparisse la Trinità. Di quell’evento miracoloso ancora oggi se ne scorge traccia nello stemma del paese, mentre dell’abbazia che per quasi un millennio ha custodito il Codex Amiantinus (conosciuta anche come Bibbia Amiatina, la più antica copia manoscritta in latino redatta da San Gerolamo) rimane la chiesa e la splendida cripta dove è possibile ammirare trentadue colonnine e capitelli una diversa dall’altra e scoprire in che modo quel luogo magico non fu interamente distrutto nonostante ne fosse stato dato l’ordine.
Il borgo con le stradine strette che lo attraversano, le case di pietra e sassi con portoni decorati, le piccole piazze incastonate tra i palazzi con simboli medievali e gli affacci sul panorama unico della Val d’Orcia fanno di questo luogo un concentrato di suggestione e bellezza, un luogo dove tutto sembra essersi fermato, dove ogni cosa pare rimasta come negli anni in cui il potere e le regole dell’Abbazia abbracciavano l’intera zona. Se si decide di trascorrere un po’ di tempo in questo borgo oltre a lasciarsi incantare dalla sua bellezza e farsi prendere per la gola dai gustosi prodotti tipici come i pici o i biscotti all’anice, sono tante le attività che si possono fare in ogni stagione. Sicuramente trekking a piedi, a cavallo o in bicicletta, escursioni naturalistiche sull’Amiata che nel periodo invernale ospita ottimi impianti sciistici, oppure si può decidere di visitare il Museo minerario di Abbadia, scendendo nella miniera per visitare le gallerie nelle quali dagli inizi del XX secolo fino al 1972 veniva estratto il cinabro per farne mercurio e rievocare quali erano le condizioni di un lavoro che fece del paese un ricco e fiorente centro minerario e industriale. Una crescita che permise già nel 1900 di poter contare su una rete elettrica, un servizio idrico e una linea telefonica. L’espansione continuò anche negli anni successivi e Abbadia si arricchì di impianti sportivi e altre strutture e vennero costruite le strade per arrivare alla vetta dell’Amiata, da cui oggi è possibile godere una vista mozzafiato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
