Il Tirreno

Scorci del Belpaese e l’Art Déco di Brunelleschi

Gabriele Rizza
Scorci del Belpaese e l’Art Déco di Brunelleschi

Le vestigia del Grand Tour in mostra al Museo Horne di Firenze l’illustratore di scena a Montemurlo

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Ecco due belle e particolari mostre per le quali merita mettere in calendario una visita se non in questo fine settimana, almeno in uno dei prossimi.

SOUVENIR D'ITALIE


Firenze. Museo Horne. “Souvenir d’Italie”. L’Italia Belpaese, uno scenario ideale che ha nutrito la fantasia degli artisti, connotando una sorta di identikit della penisola, fatto di ambienti naturali, vedute, paesaggi rurali e profili urbani, un panorama tipico, sovente pittoresco, spesso dominato dalle vestigia e dai ruderi del passato. Il Museo Horne apre le porte e dalle sue collezioni spuntano disegni e acquerelli che, ordinati da Elisabetta Nardinocchi e Matilde Casati, formano la mostra che si apre domani (fino al 30 luglio). Un titolo esplicito in omaggio al Grand Tour. I ventidue disegni esposti, realizzati tra il Cinque e l’Ottocento, narrano di viaggi e soggiorni, e rimandano a quanti hanno eletto l’Italia a seconda patria. Come il francese Claude Lorrain, il veneziano Francesco Guardi, il transalpino Hubert Robert o l’inglese John Thomas Serres. Un itinerario elegante e suggestivo, da cui alla fine più che un ritratto veritiero del Belpaese scaturisce un’idea dello Stivale, una “cartolina” di riferimento emotivo ancora oggi funzionante nell’immaginario collettivo. Info 055 244661.

UMBERTO BRUNELLESCHI


Montemurlo. Villa Giamari. “La magia di Umberto Brunelleschi”. Al genio italiano dell’Art Déco, guarda la mostra che, curata da Giorgio Bacci e Alessia Cecconi, da domani al 2 giugno, ripercorre l’evoluzione di un artista che solo a partire dagli anni 90 ha ritrovato il ruolo che gli spetta nell’ambito dell’arte illustrata del Novecento. Attraverso materiali eterogenei, il percorso della mostra rende giustizia al talento ideativo e alla straordinaria poliedricità di Brunelleschi, che si rivela tanto nelle copertine e nelle illustrazioni delle grandi riviste francesi come in quelle di casa nostra (“Il giornalino della domenica”, “La lettura” del “Corriere della Sera”, “La tradotta”) quanto nei sognanti disegni dei libri per bambini come nelle scenografie teatrali e negli abiti di scena della pucciniana “Turandot”, rappresentata al Maggio Musicale nel 1940. Da Firenze, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti, Brunelleschi si trasferisce a Parigi insieme a Ardengo Soffici. E lì, nel clima inebriante della capitale francese, acquista la sua dimensione internazionale, frequentando artisti del calibro di André Derain, Amedeo Modigliani, Pablo Picasso. Info 0574 558567.

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